Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 
Indice
U.S.D. AGIRA A.S.D. NISSORIA ..La voce del comprensorio Pubblicazione n° 4 - 2008/2009
7° giornata: in testa si inizia ad accelerare
8° giornata: il primo centro di Santanna inguaia il Garden S. Messina
Squadra poco pungente: col Riposto scialbo 0-0
A Torregrotta guadagnato un punto “agrodolce”
Giuseppe Angilella, il moto perpetuo dell’Agira-Nissoria
Dario Talio, il coraggio e la voglia di ripartire
Difficoltà di gestione: la squadra passa a Travagliante
Stanchezza ed errori arbitrali: l’Enna vince 3-0
Il Città di Enna travolto da una valanga di reti
Pareggio prezioso sul campo della capolista Juvenissa
Vince la squadra più fresca:sonora scon.tta in quel di Riesi
Anche la Mosaici si inchina alla classe dei Travagliante boys
Due vittorie per scacciare la “crisi”: Calì ancora devastante.
Il Gela strappa un punto al comunale, Agira bella a metà
Tutte le pagine

Le pendici di Agira: uno scrigno colmo di tesori

«L’area attorno al Castello è uno dei più grandi parchi archeologici della Sicilia. L’antica Acropoli greca è pressoché intatta nonostante l’intervento dei tombaroli, per voi agirini questa è un occasione da non perdere se volete garantire un futuro migliore ai vostri figli». La soprintendente ai beni culturali e ambientali di Enna Beatrice Basile ha ribadito così l’importanza dei reperti trovati grazie alla campagna di scavi Agyrion 2008 durante la conferenza stampa svoltasi recentemente presso l’antico “palazzo Zuccaro”. Davvero stupefacente la mole di materiale venuta alla luce in due mesi di scavi ad opera di giovani archeologi e studenti universitari, tutti volontari, guidati in una prima fase da Mario Cottonaro e in una seconda fase da Ileana Contino sotto il coordinamento dell’associazione regionale “Siciliantica”. Oltre alle strutture murarie di un antica zona artigianale dove venivano coniate monete, trasformata in epoca più tarda in zona abitativa(Acropoli), sono state raccolte centoquindici cassette di frammenti di ceramica ed ancora matrici per lingotti, monete, panetti e tondelli in bronzo, minuscoli martelli per lavorare il ferro, pesi da telaio, pentole e tegami, lucerne e mortai. «Le testimonianze storiche di Diodoro Siculo, i sondaggi dei nostri predecessori, le ricognizioni aeree della ditta “Sinter” nonché il fondato sospetto di La Delfa e Longo che un lotto di monete agirine recentemente pubblicato provenisse da quella zona ci hanno portato ad intervenire- ha detto la  soprintendente- ovunque abbiamo trovato buche frutto di trivellazioni clandestine, nella parte alta c’erano fornaci ricavate in buche naturali e artificiali insieme ad una grande quantità di grumi di ferro e bronzo e oggetti di lavorazione delle monete mentre nella parte bassa due strutture circolari e una subcircolare insieme ad una grande quantità di argilla cotta». Interessanti gli interventi di Mario Cottonaro e Ileana Contino che hanno delineato le differenze tra i vari frammenti in ceramica ritrovati. Dalla ceramica indigena (decorata incisa o impressa) a quella mista siculo-sicana, fino a quella attica a colori rossi. L’agirino Orazio La Delfa ha spiegato le

procedure di coniazione delle monete, inquadrando storicamente quelle ritrovate (12 in tutto, 11 delle quali greche) e analizzando le caratteristiche di anelli, punte di freccia e martelletti in bronzo. La conferenza è stata preceduta dalla proiezione del cortometraggio “Agyrion, immagini di uno scavo” realizzato dal campione di video-sub Maurizio Caserta. In chiusura il sindaco Gaetano Giunta ha consegnato l’attestato di partecipazione ai volontari tra i quali l’agirina Elena Minnì.

Luca Capuano

 

 



Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna