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Presepe Vivente di Agira Edizione 27

Agira rivive per la ventisettesima volta il mistero della Nascita di Gesù con la rappresentazione del Presepe Vivente. In una magica atmosfera, nella parte alta del paese, la Notte di Natale le strade si popolano di pastori, soldati, e figuranti che ripropongono gli antichi mestieri. Come a Betlemme dove Giuseppe e Maria arrivano per il censimento e dopo aver girato per il villaggio alla ricerca di un alloggio trovano riparo in una grotta, ai piedi del castello, e dinnanzi alla grotta meta dei pastori e dei magi, numerosi visitatori hanno rivissuto l'armonia e lo stupore di quella Notte di oltre duemila anni fa. Vi proponiamo il video e le foto realizzate la notte del 24 dicembre 2015.

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Natale in famiglia per 350 bambini bosniaci - Sabato 19 Dicembre

11990564 508409792652244_4164736411853104720_nSi terrà sabato 19 dicembre alle 9:30 presso il padiglione fieristico di Agira la 46a festa di accoglienza per i bambini bosniaci che saranno ospitati dalle famiglie associate al Cordinamento Regionale Volontariato e Solidarietà O.n.G. “Luciano Lama”

L’associazione che porta il nome di Luciano Lama, partigiano e politico italiano, segretario della CGIL dal 1970 al 1986, è nata nel  dicembre del 1992 presso la sede della C.G.I.L. di Enna quando, mentre la penisola balcanica veniva dilaniata dalla guerra civile e i media trasmettevano immagini di guerra, morte e disperazione, in stridente contrasto con l’atmosfera natalizia dei nostri territori, un gruppo di associati del sindacato ennese decise che era necessario mobilitarsi per dare un contributo di puro volontariato al fine di alleviare le sofferenze dei soggetti più deboli coinvolti nel conflitto jugoslavo.

L’associazione è pian piano cresciuta fino a diventare nel 1998 un Coordinamento Regionale, durante la sua attività ha collaborato con numerosi interventi di emergenza (convogli umanitari con beni di prima necessità, vestiario e medicine), cooperazione allo sviluppo (costruzione di un forno, di due caseificio, centro infanzia multietnico, centri polifunzionali per bambini, laboratori di ceramica, centri sociali, laboratori di sartoria e sale informatiche).

Scopo ultimo dell’associazione è il superamento dell’odio tra religioni e minoranze etniche investendo sui bambini e sui giovani, a tal fine l’associazione organizza da ormai 23 anni un progetto di accoglienza per bambini provenienti dalle tre maggiori etnie (Ortodossi - Cattolici e Musulmani), orfani o provenienti da famiglie disagiate , con l’obiettivo ultimo di creare rapporti di amicizia profondi e duraturi nel tempo che aiutino questi bambini meno fortunati a superare i traumi e gli effetti lasciati sulle loro vite dalla guerra.

Saranno 5 i bambini ospitati da 4 famiglie agirine (sono 350 in totale) per circa un mese nel periodo natalizio (con la possibilità di ripetere l’esperienza per 40 giorni in estate) con la collaborazione e il sostentamento anche economico di numerose attività commerciali e di molti privati, accoglienza che potrà diventare duratura nel tempo anche con la possibilità di riospitare gli stessi bambini per rinsaldare e rafforzare il legame tra la famiglie e i bimbi bosniaci. 

Durante la permanenza le famiglie ospitanti si faranno carico di tutte le esigenze dei piccoli, cercando di promuovere e sviluppare l’integrazione degli stessi e tra gli stessi con la società affinché diventino, da adulti, alfieri di una società multietnica, solidale e perfettamente integrata.

Chiunque voglia intervenire e dare il proprio contributo, non soltanto economico, potrà recarsi al padiglione fieristico agirino Sabato 19 dicembre dalle 9.30 in poi. 

Lo staff di agira.org augura una buona permanenza ai bimbi bosniaci con l’augurio che tali iniziative di volontariato “puro” possano servire da esempio a tutta la nostra società, affinché si ricerchi la soluzione ai numerosi conflitti da cui è dilaniata nell’integrazione, nella collaborazione, nell’accoglienza e non nella verticalizzazione di posizioni estremiste che contribuiscono solo ad alimentare odio tra popoli, etnie e fedi religiose.

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Fine settimana all'insegna dell'Arte a "Case al Borgo"

10426232 933072233402606 5564006550508570724 nDue giorni full immersion, passati sulla sommità del Monte Teja, per imparare e riscoprire tecniche ad olio antiche e moderne, guidati dalle sapienti mani del maestro d'arte Calogero Termine.

12388042 1640510636212223 1621731827 nLa chiesa di Santa Maria sita nell'omonimo quartiere di Agira, oggetto da qualche anno di un paziente e sapiente percorso di recupero urbano da parte della struttura alberghiera "Case al Borgo", è stata la location ideale e probabilmente una delle principali fonti di ispirazione per gli allievi del "Maestro d'arte" sciacchitano, la chiesetta, infatti, è quasi incastonata nell'incantevole panorama che si può ammirare dalla cima del paesino diodoreo, con il  "Mungibeddu", leggendaria fucina del Dio Efesto e fonte di ispirazione per pittori e poeti dalla notte dei tempi, con la sua apparente tranquillità fermo a specchiarsi sul Lago Pozzillo, panorama arricchito in questi giorni da pennacchi, sbuffi e qualche tocco di rosso dato dell'eruzione in corso.

partecipanti2Arte nell'arte, a stretto contatto con i Maestri d'arte ed in botteghe artistiche itineranti, come continuazione di un progetto che è nato quest'estate con "L'invasione dei Cavalletti" sotto la direzione di Filippo Mauceri e Pina Angemi e che è destinato a continuare con altri workshop di pittura, scultura e restauro, sempre con la collaborazione attiva e fattiva dello staff della struttua alberghiera agirina Case al Borgo.

 

 

 

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Enna - COTAS: No alle scorie in provincia di Enna, argomentazioni scientifiche per dimostrare che il nostro territorio non è idoneo.

Si è tenuta Lunedì 7 Settembre 2015 presso il Centro Polifunzionale del Comune di Enna la conferenza "Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi e Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI)", organizzata dal "COTAS", Comitato Tutela Ambiente e Salute di Enna. A relazionare sul tema il presidente dell'associazione Tonino Palma che ha cercato di fare il punto della situazione, ribadendo il fatto che ad oggi, la CNAPI e i relativi studi sulle aree potenzialmente idonee effettuati dalla SOGIN siano ancora coperti da segreto di stato e che quindi in questa fase ci si muove preventivamente sulla base delle indiscrezioni trapelate tramite gli organi di stampa che vorrebbero il territorio ennese, ed in particolare i giacimenti di Assoro-Agira, Salinella e Resuttano, probabilmente candidati ad ospitare le scorie nucleari a bassa radiattività provenienti dalle attività mediche di tutto il territorio nazionale, e quelle ad alta, media e bassa attività provenienti dal "decommissioning" delle centrali nucleari non più in funzione. Il governo nel 2010, con il decreto 31/2010 conferì l'incarico alla SOGIN di effettuare i lavori di studio e quindi di realizzazione del "Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi" in virtù di una volontà politica di ritorno allo sfruttamento dell'energia nucleare, volontà bloccata sul nascere dal referendum del 2011 che ribadisce e conferma la ferma intenzione della popolazione italiana di non sfruttare l'atomo come fonte di energia.
Nonostante l'abbandono, speriamo stavolta senza ripensamenti politici, dell'energia atomica da parte dello stato italiano, rimane il problema e la necessità di trovare una collocazione e un modo per gestire i rifiuti che sono stati prodotti negli anni dalle centrali nucleari in attività prima del referendum del 1987 (Trino, Caorso, Montalto di Castro, Latina e Sessa Aurunca), dai reattori nucleari militari (impianto CISAM di San Piero a Grado in provincia di Pisa), dagli impianti ENEA di Salluggia (EUREX) , Rotondella (ITREX) , OPEC e IPU di Roma, dai reattori sperimentali ESSOR e Ispra della CCR Euroatom,  dai reattori installati nelle università italiane a scopo di ricerca (Pavia, Palermo, Cagliari, Milano), dai reattori sperimentali dell'ENEA Tapiro e Triga di Casaccia dall'impianto Sogin di Bosco Marengo , da tutti i presidi ospedalieri che hanno un reparto di medicina nucleare (TAC, PET ecc) e per ultimo da tutti i depositi temporanei tuttori attivi o chiusi nel corso del tempo in Italia ( Avogrado Sallugia, NUCLECO Casaccia, Campoverde di Milano e Tortona, CEMERAD di Statte, PROTEX di Forlì, SIGURAD di Palermo, SORIN di Salluggia).  Nel 2003 la SOGIN effettuò degli studi individuando come territorio idoneo ad ospitare tale deposito il sito di Scanzano Ionico (questo dovrebbe essere lo studio Sogin 2003) ma vi fù una forte ed organizzata ondata di proteste che fece sì che il progetto venisse prima abbandonato e poi rinviato a data da destinarsi, la critica maggiore che fu rivolta allora a Sogin fu quella di aver deciso senza il coinvolgimento della popolazione locale.
Per far si che non si ripeta tale eventualità la Sogin ha previsto un percorso di trasparenza che sembrerebbe voler coinvolgere preventivamente nell'individuazione delle aree la popolazione come si indicava già nel 2009 in questo studio dell'ENEA, tuttavia qualora i vari passaggi previsti per il coinvolgimento della popolazione dovessero fallire sarà il consiglio dei ministri pro-tempore ad avere l'ultima parola sulla scelta del sito.
Di rinvio in rinvio si è arrivati fino ad i nostri giorni, alla calda estate 2015 quando, forse solo per coincidenza in contemporaneità, spot nazionali atti ad informare la popolazione predisposti dalla Sogin, e indiscrezioni di stampa hanno riportato alla ribalta il tema del Deposito Unico e le problematiche ad esso connesse. 
Il presidente Tonino Palma comunica anche di aver ricevuto la disponibilità del presidente di SOGIN, Giuseppe Zollino, a tenere un incontro con la popolazione ennesse per spiegare gli eventuali "vantaggi" che ricadrebbero sul territorio che eventualmente ospiterebbe il Deposito Nazionale di Scorie, lo stesso Zollino, secondo quanto riferisce Tonino Palma, non si sente per nulla preoccupato da quanto sta succedendo nei nostri territori, anzi, si mostra sicuro del fatto che valutati rischi e vantaggi, per Sogin sarà difficile scegliere tra i tanti territori che avanzeranno una candidatura spontanea. Sarà così? Speriamo vivamente di no, intanto i comuni dell'ennese proseguono a dichiararsi "denuclearizzati", e gli amministatori sembrano tutti concordare in un no all'unisono alle scorie, potrà l'investimento quantificato da Sogin in circa 1,5 miliardi di euro, di cui 650 milioni di euro (43%) per la localizzazione, progettazione e costruzione della struttura, 700 milioni di euro (47%) per infrastrutture interne ed esterne e 150 milioni di euro (10%) per la realizzazione del Parco Tecnologico far cambiare idea a qualche amministatrore locale? Nuovamente ci auguriamo vivamente di no.

La seconda parte della conferenza vede l'intervento di Giuseppe Maria Amato, in rappresentanza del Circolo Legambiente deglie Erei, che ha affrontato punto per punto tutti i "casi di esclusione" previsti dalla Guida 29 predisposta dall'Ispra per la scelta delle "Aree potenzialmente idonee" cercando di confutare scientificamente ogni possibilità che il territorio dell'ennese possa soddisfare tutti i requisiti richiesti dallo Stato per mezzo di Ispra. 
Durante la disamina Amato rimarca anche il fatto che Sogin stessa, come potete visonare voi stessi nel "probabile studio Sogin", escludeva il territorio ennese, e lo escludeva dopo aver effettuato dispendiosi e sicuramente validi studi scientifici sul territorio. 
Amato sottolinea che tuttavia tali studi sono stati effettuati nell'eventualità della realizzazione di un deposito di profondità, e che quindi potrebbero non risultare validi nel caso in cui il progetto di deposito oggetto del contendere sia di superfice. A margine della manifestazione Giuseppe Amato ci concede un intervista in cui affronta  tali temi ed esprime la propria opinione, sia in veste di esponente di Legambiente, sia come ex amministratore (Assessore e Consigliere Provinciale), sulle indiscrezioni che sembrerebbero essere scaturite da rivelazioni di documenti coperti da segreto.

La terza parte della conferenza che non vi proponiamo in video, è stata incentrata sui risultati ottenuti fin qui dal comitato "No Muos", su questo tema hanno relazionato l'avvocato Nicola Giudice in teleconferenza da Palermo e Salvatore Giordano e Angelo Barberi, sottolineando i successi fin qui conseguiti dal comitato e la strategia comunicativa dei media nazionali atta a sminuire le azioni e i successi del comitato "No Muos".

Il COTAS in concerto con Legambiente, intende quindi proseguire per la strada di una campagna informativa atta a informare preventivamente il cittadino sui rischi e sulla pericolosità di un eventuale deposito di scorie radiattive in provincia o comunque sul territorio siciliano, portando parallelamente avanti un lavoro di studio scientifico che dimostri la non conformità del territorio ai requisiti richiesti dal ministero dell'ambiente e da Ispra.

Chi scrive e tutta la redazione di Agira.org, continueranno a mantenere alta l'attenzione su questa tematica, cercando di fornire nei limiti del possibile il nostro contributo per informare correttamente e sensibilizzare i cittadini senza allarmismo, ribadiamo e ricordiamo a chi ci legge che al momento tutto si basa su "indiscrezioni" di stampa e che la pubblicazione ufficiale della CNAPI è stata rimandata a data da destinarsi dal ministro perchè "Abbiamo ritenuto con il Mef di fare altri approfondimenti. Non e' facile fare una mappa dei siti idonei per ospitare il deposito unico nazionale" cosi si esprime il Ministro dell'Ambiente Galletti (fonte corriere della sera), e che quindi fino ad allora nessuno può darvi alcuna certezza sull'eventualità che sia l'ennese il territorio deputato ad accogliere il deposito nazionale.
Esprimiamo il proprio consenso verso il lavoro di informazione scientifica portato avanti da COTAS e Legambiente, affinchè ci sia una presa di posizione forte sia della popolazione sia della classe politica che ci rappresenta, in modo da poter scongiurare preventivamente anche la minima possibilità che il nostro territorio sia destinato a diventare la "pattumiera nucleare d'italia".

 

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Giornata europea della cultura ebraica ad Agira - La rinascita della Sinagoga e del suo Aron

Locandina Giornata Europea della Cultura Ebraica

Il 6 settembre 2015 si terrà in tutta europa la sedicesima edizione della "Giornata europea della cultura ebraica" che quest'anno ha come slogan "Ponti & Attraversamenti".  La manifestazione che ha come fine la promozione della tradizione e della cultura ebraica si propone di far conoscere e riscoprire musei, quartieri, sinagoghe, "giudecche", siti storici e percorsi.  Nel corso dei secoli la comunità ebraica ha vissuto nei vari stati europei, spesso integrata completamente con le popolazioni, altre volte, invece, vittima di discriminazione e di vessazioni, lasciando traccia della propria presenza nel campo architettonico, culturale, artistico e storico, la riscoperta e la rivalutazione di queste tracce è lo scopo della giornata di domenica.

Agira si inserisce a pieno titolo nella giornata europea poichè vanta la conservazione quasi intatta, all'interno della chiesa del S.S. Salvatore, di un Aròn ha Kodesh, uno dei pochi, e sicuramente l'unico per l'europa, esemplare in pietra, simbolo di una presenza forte della comunità ebraica nel paesino ennese e simbolo anche di una comunità stanziale e fortemente radicata nel territorio, gli "Aròn" infatti, che servivano a custodire i rotoli con la "Sefer Torah" o "rotoli della legge", venivano solitamente realizzati in legno poichè in caso di necessità di spostamento della comunità potevano facilmente essere smontati e trasportati, la presenza di un Aròn in pietra indica, quindi, la presenza di una comunità ebraica che non necessitava di spostamenti, quindi si presuppone pienamente integrata con la popolazione locale e non invisa ne ghettizzata dalla stessa.

L'evento di Domenica 6, organizzato da Baruch Triolo e Attilio Funaro e dalla Proloco di Agira, con la collaborazione dell'opera pia "Casa Diodorea" e del Comune di Agira, sarà anche l'occasione per presentare al pubblico il progetto di restauro e di rinascita della Sinagoga di Agira e del suo Aròn. Durante la giornata dopo l'accoglienza a cura delle autorità politiche e la visita all'Aròn ed ai resti della sinagoga si terrà una tavola rotonda che prevede l'intervento di Baruch Triolo, presidente della Charta de la Judeche; Attilio Johel Funaro, Presidente dell'IICE; Nicolò Buccaria esperto di cultura ebraica in sicilia; dell'Arch. Alfio Musumeci, redattore del progetto per il restauro dell'Aròn; Massimo Melli, autore del libro "Il Talmud di Scicli"; del Prof. Giovanni Senfett come rappresentate della Proloco di Agira; il convegno oltre a presentare il progetto di restauro e la storia dell'Aròn stesso, metterà in evidenza anche i vantaggi in termini di sviluppo turistico per il paese ennese ed il circondario.

Tema principale della giornata a livello europeo è "Ponti & AttraversaMenti"  la comunità ebraica si propone di  dare un segnale culturale forte di netto contrasto ai sentimenti di odio e persecuzione verso i diversi, gli stranieri, gli immigrati (tema tanto di attualità in questi giorni), gli episodi di razzismo e antisemitismo purtroppo ancora oggi fortemente presenti e radicati nella nostra società. L'Unione delle Comunità Ebraice italiane vuole quindi utilizzare la cultura come strumento principale per difendere e raccontare i propri valori e costruire ponti ed integrazioni tra comunità e popolazioni.


Vi invitiamo quindi a presenziare alla visita guidata dell'Aròn, dei resti della sinagoga ed alla tavola rotonda e ci auguriamo che questo spirito di integrazione che sembra così fortemente radicato nella comunità ebraica europea possa attraversare le sponde del mediterraneo per raggiungere i territori israeliani e palestinesi e che possa finalmente contagiare i governanti di entrambe le popolazioni affinchè anche in quella terra martoriata possano nascere "Ponti & AttraversaMenti" e non più muri e recinti, non più strisce di territori ma una completa e pacifica integrazione tra popoli.

Programma della manifestazione:

Ore   9:30  - Accoglienza presso Aula Consiliare "Peppino Impastato"
Ore 10:30  - Visita Aròn ha Kodesh - Chiesa S.S. Salvatore
Ore 11:30  - Concerto dell'orchestra da camera "Eco" di Enna - Chiesa S.S. Salvatore
Ore 12:30  - Visita dei resti della Sinagoga
Ore 13:30  - Lunch break
Ore 16:00  - Visita Museo Cultura Materiale "Sac. Silvestro Nasca"
Ore 17:30  - Coffe break
Ore 18:00  - Tavola Rotonda: "Ponti tra passato e presente: la rinascita della Sinagoga di Agira e del suo Aròn

 

 

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Scorie - Regalbuto: "Si stringe il cerchio su Agira" Dubbi i documenti? Il ministero rimanda e la Sogin rimane in silenzio.

E' l'ultimo giorno di Agosto, ed incontriamo nuovamente Giuseppe Regalbuto in un parco del capoluogo ennese per fare il punto della situazione sul "Deposito unico nazionale" che dovrebbe ospitare le scorie radioattive di provenienza medica e dalle centrali dismesse di tutta Italia, la fine del mese doveva coincidere con un momento di chiarificazione, sembrava, infatti, che in prossimità di settembre il ministero rendesse nota la "Carta nazionale dei depositi potenzialmente idonei", così non è stato, dalle dichiarazioni del Ministro dell'Ambiente Galletti fatte durante il meeting di Comunione e Liberazione (Fonte Corriere della Sera) si evince la necessità di un nuovo rinvio tra l'altro con tempi non contigentati ("l'operazione ha richiesto piu' tempo di quanto avessimo pensato. Non posso dire nulla sui tempi" ).
Il consigliere URPS e presidente della commissione "Miniere Siciliane dismesse" però sembra sicuro del fatto suo ed anzi ci comunica di aver ricevuto altre circolari da parte di Sogin che escludono altre tre regioni e che quindi fanno si che la scelta ricada solo su tre regioni del centro sud, sottolineando anche che, secondo la sua opinione, il territorio del giacimento di salgema sito tra Assoro ed Agira corrisponda appieno alle caratteristiche richieste dall'Ispra, aumentando quindi l'"appetibilità" del giacimento agirino.

Regalbuto si dice soddisfatto del fatto che molti comuni abbiano intrapreso la scelta di dichiare "denuclearizzato" il proprio territorio e spera che tutti i comuni dell'ennese continuino su questo percorso.

L'ex consigliere provinciale sceglie di mantenere però il massimo riserbo sulla documentazione in suo possesso affermando che la mostrerà solo dopo il nulla osta ufficiale del ministero, ribadendo che tra le sue mani vi sono delle comunicazioni ufficiali della Sogin che vanno da dicembre dell'anno scorso fino a qualche settimana fa, e a sostegno di questo ci fa vedere diversi articoli di stampa, alcuni risalenti anche a gennaio di quest'anno (Quotidiano di Sicilia, Il sole 24 ore, Lettera 43) ma non i documenti ufficiali.
Sulla bontà dei documenti mostrati nella scorsa intervista non transige adducendo come motivazione la propria carica (Presidente della commissione miniere dismesse)  affermando che corrispondono ad un nuovo studio Sogin, studio che lo stesso Regalbuto ha deciso di rendere pubblico in parte e che riprende e riconferma in buona parte quello del 2003 che individuava il sito di Scanzano Ionico come deposito designato (potete scaricare quello che probabilmente potrebbe corrispondere allo studio del 2003 qui, usiamo il condizionale perche la Sogin da noi contattata non conferma ne smentisce la paternità di questo documento).
Documento "presunto sogin" pag-63-64Regalbuto dice che nel 2003 i siti di Assoro-Agira, Salinella e Resuttano furono esclusi (sottilineando l'esclusione al 4 step del processo di decisione) per motivazioni infrastrutturali e di viabilità per il trasporto dei rifiuti stessi, da quando risulta dal documento "ipoteticamente Sogin" il sito di Agira - Assoro, di Salinella e di Resuttano invece venivano esclusi per le caratteristiche di stabilità geologica "si rileva che i siti siciliani sono sottoposti ad un insieme di sollecitazioni per evoluzione geomorfologia e tettonica alquanto complesse e gravose, in grado di comprometterne, nel tempo, la stabilità geologica". Ed al punto 9.6 del suddetto documento (pagina 63 di 114) si legge ancora:
"Individuazione finale del sito
Queste ultime considerazioni, unitamente a quelle espresse nel precedente paragrafo 9.4 in merito alla sismicità delle aree siciliane, hanno portato, pertanto, al convincimento che il sito di Metaponto-Scanzano Jonico e in particolare il deposito di salgemma rinvenuto nel sottosuolo del comune rappresenta, con riferimento alle assunzioni di cui in premessa, e allo stato attuale delle conoscenze, il sito più idoneo ad ospitare un Deposito Nazionale centralizzato unico per lo smaltimento:
– dei rifiuti radioattivi di medio/bassa attività;
– e, in una prospettiva di più lungo termine, a seguito dei positivi risultati della sperimentazione in un Laboratorio da realizzare all’interno dello stesso giacimento salino, anche dei rifiuti ad alta attività e lunga vita media. Le attività della Terza Fase della procedura di selezione del sito potranno confermare in via definitiva la scelta effettuata."
Documento "presunto sogin" pag. 110Documento mostratoci da RegalbutoSempre esaminando il documento di "paternita presunta Sogin" si evince una palese discrepanza tra quest'ultimo e quanto mostratoci da Regalbuto, la pagina 110 di 114 che nel documento "presunto Sogin" recita "A4. SITI IN DEPOSITI SALINI ESCLUSI PER CARATTERISTICHE GEO-MORFOLOGICHE E GIACITURALI" diventa solo "A4. SITI IN DEPOSITI SALINI" in quello mostrato da Regalbuto, che sostiene di averlo così ricevuto a fine 2014 da Sogin stessa. (qui a lato vi postiamo i due documenti a confronto)

La nostra redazione ha provato a contattare Sogin, ma la stessa come detto prima mantiene il più assoluto riserbo sulla tematica, e non conferma o smentisce nulla di quanto sopra, tramite i mezzi di stampa fa però sapere di essere pronta ad incontrare le popolazioni per rassicurare le stesse sulla sicurezza degli impianti.

Ammesso che entrambi i documenti siano veramente di provenienza Sogin, la domanda che ci sorge spontanea è: la struttura del nostro territorio è cosi mutevole da far si che un territorio escluso nel 2003 possa diventare idoneo nel 2015? o la tecnologia di stoccaggio è progredita così tanto da poter superare i problemi geologici, geomorfologici e giaciturali presenti nel 2003?

Sottilineando la ferma e convinta contrarietà dell'autore scrivente e di tutta la redazione di Agira.org alla realizzazione nel nostro territorio del deposito, è questo quindi il punto della situazione, dati discordanti e dichiarazioni che, causa il segreto apposto sulla mappa, non possono passare al vaglio di una verifica documentale, bisognerà quindi aspettare l'ufficialità della mappa per smentire queste "indiscrezioni" che vedono il nostro territorio interessato ad ospitare il deposito unico, ai nostri lettori va il consiglio di prendere "cum grano salis" tutto quanto passa per i media sul tema documentandosi da più fonti ed elaborando la propria idea; in uno studio di qualche anno (2009) fa dell'Enea (Deposito nazionale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi: linee guida per la definizione di un piano di azioni per informare, coinvolgere e ottenere il consenso del pubblico, Frontespizio) al punto 4.11 tra gli "ulteriori suggerimenti" predisposti dagli esperti redattori del documento a favore di chi nei nostri giorni sta individuando i siti potenzialmenti compatibili si scriveva così "Il coinvolgimento deve riguardare tutti gli abitanti di tutti i possibili siti  compatibili prima della scelta", chissà che questa campagna mediatica fatta di dire e non dire, di affermazioni e smentite non sia un modo per sondare la reazione della popolazione locale preventivamente all'ufficialità della mappa CNAPI..

Ai nostri rappresentanti rinnoviamo l'invito a tenere alta l'attenzione sull'argomento e di porre in atto quanto nelle loro possibilità per scongiurare che il deposito venga realizzato nel nostro territorio già penalizzato per mancanza di infrastrutture e lavoro, che scotterebbe il costo dello sviluppo altrui penalizzando lo sviluppo turistico e agrario con il dubbio sempre forte dell'effettiva innocuità delle scorie a lungo termine.

 

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Domenica 30 Agosto la Terza edizione di "Agira Cavalli" con tema "I Siciliani"

locandina agira cavalliSi svolgerà domenica 30 agosto 2015 la terza edizione della manifestazione "Agira Cavalli" organizzata dall'associazione "Il cavallo per Amico", in via Largo Fiera sotto la villa comunale. Nella sua terza edizione, secondo le intenzioni del regista ed autore Francesco Coppa, l'evento si evolve verso la maturità differenziandosi e caratterizzandosi dalle altre mostre di cavalli, per diventare un vero e proprio "spettacolo sportivo e teatrale". "I siciliani" il tema scelto dall'autore, un racconto ed un percorso storico e culturale lungo secoli di storia per ricordare e rappresentare l'evoluzione della nostra meravigliosa isola attraverso le innumerevoli dominazioni, evoluzione e trasformazione vista dall'ottica del binomio "uomo-cavallo". Il cavallo, animale che ha accompagnato l'evoluzione dell'uomo, quindi come mezzo e spunto per raccontare storie, scontri, guerre, difese dell'onore, grandi amori, grandi ostilità sullo sfondo dell'eterna alternanza generazionale. Lo spettacolo sarà accompagnato dalle musiche del maestro Ennio Morricone per la quasi totalità delle esibizioni, e vedrà la collaborazione di diversi artisti locali e provenienti da tutta la sicilia, l'intera organizzazione e realizzazione dell'evento è stata ideata ed  messa in piedi da amatori non professionisti che hanno fatto del cavallo e dell'amore per lo stesso il proprio hobby preferito. Appuntamento quindi Domenica 30 Agosto ad Agira per visionare lo spettacolo che ci regalerà la terza edizione di "Agira Cavalli", di seguito vi proponiamo un reportage fotografico dell'edizione precedente.

 

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Agira comune denuclearizzato

Al termine del consiglio comunale che in seduta straordinaria, con il voto favorevole di tutti i consiglieri presenti, nomina Agira paese denuclearizzato abbiamo intervistato il sindaco di Agira On. Maria Greco.
Subito dopo la delibera assunta dal consiglio il sindaco ha emesso un'ordinanza che vieta non solo la costruzione di impianti e depositi nucleari, ma anche il transito di materiali radioattivi sull'intero territorio comunale.
Il primo passo per scongiurare che Agira possa diventare il deposito unico nazionale di rifiuti radioattivi, ipotesi che potrebbe trovare conferma a inizio settembre, quando il ministero dello sviluppo economico pubblicherà l'elenco dei siti individuati sul territorio nazionale.

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Agira - Deposito unico rifiuti nucleari - La parola a Giuseppe Regalbuto

Estratto Documento SogimEstratto Documento Sogim"Il giacimento è ubicato a pochi chilometri a nord-est di Enna, in un area di rilievi collinari (...) La culminazione topografica è costituita dal monte di Nissoria a 775m slm. L'area collinare è delimitata a Nord dal Fiume Salso e a Sud dal fiume Dittaino". Giuseppe Regalbuto questa volta parla con carte alla mano, è un documento ufficiale della Sogin quello in suo possesso, documento inviatogli dalla Societa Gestione Impianti Nucleare in quanto presidente della commissione Miniere dismesse dell’Urps. Il documento non è l'ultimo che ha ricevuto, ma i più recenti sono ancora secretati e non può mostrarceli, comunque sostiene che il sito del giacimento di salgemma (non si tratta quindi di una miniera ma di una zona mineraria ancora non sfruttata) ha il 33% di possibilità di diventare il Deposito unico nazionale dei rifiuti radiattivi, a contendersi questo sgradito primato con il giacimento ennese ci sarebbero la Basilicata e la Puglia. Un area vastissima che si estende per quasi 20Km che, purtroppo, risponde a tutti i requisiti richiesti dall'ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/files/nucleare/GuidaTecnica29.pdf ), che abbraccia il territorio che va da Enna fino ad Agira, territorio che ricade nei possedimenti dei comuni di Agira, Assoro, Nissoria e Leonforte.

Mappa SogimUn'area enorme, naturalmente ricca di salgemma per cui non è previsto lo "sfruttamento minerario" e quindi potrebbe essere destinata a diventare il deposito unico, area talmente vasta che,  presuppone il presidente Regalbuto, potrebbe raccogliere non solo i rifiuti nucleari dell'intero territorio italiano ma quelli di tutta Europa, rifiuti nucleari di provenienza medica e da centrali dismesse, quindi, con vari indici di radiattivita. I depositi che dovrebbero essere costruiti nel territorio ennese dovrebbero avere la capacità e la portata per poter accoglierli proprio tutti.
Il ritorno per il territorio? L'occupazione che si verrebbe a creare grazie al deposito stesso ed opere viarie ed infrastrutture. Ma i rischi per la popolazione? Quelli sono stati "studiati" e "valutati", sono minimi e contenibili, secondo Sogim e ISPRA, ma è veramente così? Non era così per l'amianto forse? O per tante altre sostanze risultate poi nel tempo tossiche?
I ministeri comunicano che a fine agosto o inizi settembre comunicheranno una lista di decine di siti idonei e che verrano valutati insieme alla popolazione ed ai rappresentanti locali ( http://www.minambiente.it/comunicati/nucleare-guidi-galletti-deposito-non-si-decide-fine-agosto-percorso-articolato-ma ), Regalbuto sostiene che i siti da valutare siano rimasti solo tre, dove sta la verità? Gli enti locali e la popolazione avranno veramente voce in capitolo? Se si perchè come si evince nel sito dedicato al "Deposito Nazionale" ( http://www.depositonazionale.it/Localizzazione/Pagine/Come-si-arrivera-a-individuare-il-sito-dove-costruire-il-Deposito-Nazionale.aspx ) :

«Successivamente, il Ministero dello Sviluppo Economico, come stabilito dal Decreto Legislativo 31/2010, individuerà il sito con un proprio Decreto, che sarà emanato anche nel caso in cui dovessero fallire le diverse e reiterate procedure per il raggiungimento dell’intesa».


il sito verrà individuato ugualmente anche se dovessero fallire le diverse e reiterate procedure, come scrive direttamente Sogin?


Nell'attesa che gli atti di richiesta di informazioni dei nostri rappresentanti inizino a dipanare dubbi e a dare risposte certe non possiamo fare altro  che rinnovare l'invito a tutte le forze politiche, della società civile ad impegnarsi al massimo delle loro capacità e competenze per scongiurare l'eventualità che tale deposito arrivi nei nostri territori, la Sicilia e l'Ennese soprattutto, hanno bisogno sì di sviluppo, ma di sviluppo turistico (chi verrebbe a passare una tranquilla vacanza nell'entroterra a poche centinaia di metri dalle scorie nucleari?), dell'agricoltura (vi cibereste di ortaggi o cereali coltivati a lato ai depositi?) , dell'industria e non certo del contentino di avere un centinaio di operai impegati e qualche strada come controparte per lo smaltimento dei rifiuti nucleari frutto dello sviluppo altrui!
A breve pubblicheremo il video integrale con l'intervista.

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