giusy: re: la cassatella
Lunedì 09 Novembre 2009
Ospite: La cassatella
Riprendo l'intervento di Giusy.
In effetti, la cassatella poteva diventare davvero un grosso volano economico per il paese. Se solo si fosse fatto, tempo addietro, il marchio apposito per evitare che si usasse lo stesso nome (e forma) per dolci che nulla hanno a che vedere con il nostro prodotto.
Se solo la "testa" degli agirini fosse diversa, più orientata alla cooperazione e meno all'egoismo individuale, per cui si tende a guardare con diffidenza ogni iniziativa.
Se solo si fosse puntato a far arrivare finanziamenti non già per iniziative senza futuro o una tantum, ma per creare una vera azienda, grossa, con una adeguata rete commerciale di supporto, non per far arrivare le cassatelle a Catania, ma per farle giungere in tutto il mondo (oggi si può con la tecnologia alimentare moderna)!
Sarebbe stato quello sì un ottimo modo per creare lavoro vero, stabile, di qualità, non i centri commerciali venuti chissà da dove e che assumono chissà chi.
E invece no, abbiamo le cassatelle familiari, magari vendute in nero, che non creano alcun posto di lavoro e che arrivano, se va bene, nei bar della via Etnea.
Ecco perché Agira muore, non certo per il destino cinico e baro.
Lunedì 09 Novembre 2009
chiunque: GRAZIE
SIGNOR OSPITENUMEROZERO.....che tanto zero non sei,
i tuoi imput al dialogo mi piacciono veramente e spero che vengano accolti dai lettori di questo registro in modo da aprire un confronto costruttivo.
Lo spero proprio anche se ho visto che altre volte tu ci hai invitati ad argomenti di carattere e interesse sociale ma.....niente, il passato è passato! Speriamo che qualcosa qui dentro cambi.
Intanto grazie a te e a tutti quelli che mi faranno il piacere, quale frequentatore del registro, di farmi riflettere.
Un caro saluto.
Domenica 08 Novembre 2009
Ospitenumerozero: proposta
Domenica 08 Novembre 2009
Ospitenumerozero: lo shopping 2
Se ci fermiamo a riflettere, a volte l’escursione al centro commerciale nasce da una sola idea: come passo questo pomeriggio? Cosa faccio fare ai bambini? Se invece di scegliere questa via breve si usasse la fantasia, ci si informasse su quanto avviene attorno, si facesse qualcosa più interessante come visitare un monumento, andare a passeggiare in mezzo alla natura ecc. Certo, il dialogo attorno ad un’opera d’arte è un po’ più faticoso e impegnativo del giro attorno agli scaffali dell’ipermercato. Ma forse così riusciremmo ad abituare l’occhio e la mente alla vera bellezza e non alla bellezza effimera del prodotto commerciale. Forse riusciremmo a sfuggire al potere della pubblicità che spinge al consumo “rendendoci infelici di ciò che abbiamo”.
Tanto altro si potrebbe dire sullo “shopping” e sulla effimera soddisfazione della gita ai centri commerciali, ma mi fermo qui.Domenica 08 Novembre 2009
Ospitenumerozero: lo shopping
Di tanto in tanto nel Registro si legge del centro commerciale che dovrebbe nascere nei pressi di Agira e allora mi sono ispirato per un paio di considerazioni. Io odio la parola “shopping”. Lo “shopping” è un sistema che sta fagocitando il mondo intero creando benessere ma anche inutili bisogni. Man mano che cresce il desiderio di consumo, svanisce la consapevolezza per il valore reale di quello che si compra. Il valore delle nostre scelte e del nostro tempo sono stravolti. La moda produce per essere consumata , la merce viene prodotta per durare poco , il consumatore si lascia ingannare da offerte di ogni genere e trascorre il suo tempo prezioso a girovagare in questi templi dell’effimero, comprando tutto quello che viene offerto e scientificamente esposto in un certo modo per essere comprato. Quando si entra in un centro commerciale è come se il cervello entrasse in un corto circuito, e quello che sembra paradiso sembra diventare un inferno, soprattutto con i ragazzi. Ti trovi investito da tanto ciarpame, tante cose inutili che compri perché “ti potrebbero servire”, ma in realtà non ti servono. E così ti ritrovi alla cassa con un carrello strabordante di cose che non avevi neanche pensato di comprare, ma ci sono e “mentre ci sei” le prendi. Se poi hai al seguito anche un bimbo lagnoso, ancora peggio; per sfinimento compri stupidaggini che andranno a riempire i sacchi della spazzatura (e neanche i cassonetti per il riciclaggio). Come novello “Marcovaldo” di Calviniana memoria giri fra gli scaffali in modo compulsivo e anche se ti accorgi che stai esagerando non torni indietro, tu non sei come Marcovaldo, se non hai i contanti alla cassa potrai usare la “carta”. E poi vuoi mettere lo sconto? Compri 3 e paghi 2….che meraviglia, davvero conveniente! E lo stress del parcheggio dove lo mettiamo?
Se ci fermiamo a riflettere, a volte l’escursione al centro commercial
Domenica 08 Novembre 2009
giusy: sagra della cassatella
Salve a tutti vorrei chiedere a voi, conoscitori del nostro paese, da chi è stata organizzata la sagra della cassatella di quest'anno. Inoltre: perché è stata "relegata" in quell'obbrobrio che è il cosidetto "capannone"?? Quando ci decidiamo a puntare di più sulle risorse artistico culturali del nostro paese e non solo sulla "panza"?? quando faremo vedere le nostre bellezze al mondo?? cosa si sta facendo per attirare fondi per far restaurare le nostre chiese che stanno cadendo a pezzi?? Perché ho la vaga impressione che l'Italia, e noi per primi, si è dimenticata di noi? E perché molti paesi sono riusciti ad ottenere certificazioni di qualità per prodotti come l'olio, vino, ecc... e noi non riusciamo nemmeno a organizzare una sagra?? Per di più di un prodotto unico, dico UNICO, al mondo.
illuminatemi
Domenica 08 Novembre 2009
Francesco Pettinato: Precisazione
Ma infatti, caro Ospitenumerozero, il mio dibattito ebbe inizio con il discorso delle Elezioni Comunali, e non del Comunismo o dei massimi sistemi. Da lì in poi, essendomi presentato con nome e cognome, è nato tutto il confronto sul Comunismo e su tutto il resto; perché è saputo e risaputo che il sottoscritto è Comunista.
E mentre io mi esponevo con il mio "volto", COSTORO attaccavano da dietro un nome fittizio. Lo ammetto, in alcuni casi ho sbagliato a continuare a dar loro retta, però ho 23 anni e ancora ho tanto da imparare sotto molti punti di vista, e gli errori servono proprio per questo.
Detto ciò, anche se in maniera provocatoria, due post fa ho proposto un argomento di attualità, seppur vecchio quanto la nostra Costituzione: il Laicismo del nostro Stato. Tutto s'è fatto e detto, tranne che rispondere e argomentare su di ESSO.
Io imparo dagli errori, ma gli altri, quando cominceranno ad ammettere i propri?
Saluti.
Sabato 07 Novembre 2009
Ospitenumerozero: per divertimento
Per puro divertimento e per non appesantirsi troppo la vita, se non lo conoscete già, vi consiglio di visitare il sito
www.nonciclopedia.it
Troverete tutto quello di cui avete bisogno per ridere un pò, a volte amaramente.
Sabato 07 Novembre 2009
Ospitenumerozero: giusto
Onore al merito. Nessuna sculacciata, caro mio. Solo punti di vista. Nessuna morale. Ma perchè COSTORO dovrebbero parlare solo di Comunismo e di Fascismo perchè magari tu sei interessato a questo argomento oppure sempre di Berlusconi e C. per assalirsi fra di loro e non di sociale, di televisione, di scuola. di ospedali, di bambini, di ragazzi che muoiono perchè picchiati in carcere? E' vero che gli argomenti sono tutti collegati, ma credo che invece di parlare dei massimi sistemi, rischiando di vivere nel mondo dell'iperuranio si dovrebbe scendere giù e vedere come va la vita.
Il professore con il tema ahahah, tipico! Ma quanti calci si prendono a scuola? Poveri ragazzi!
Sabato 07 Novembre 2009
