05 Luglio 2009
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AGIRA. Da 5 mesi un grosso tratto di via Diodorea che attraversa il quartiere di Santa Maria, nella parte alta del paese, è chiuso al transito veicolare a causa di un edificio pericolante. Scatta la protesta dei residenti per i tanti disagi vissuti e presto potrebbe partire una raccolta firme per chiedere l'immediata messa in sicurezza della struttura e la riapertura al traffico dell'arteria. I problemi sono iniziati a gennaio con il crollo parziale di un vecchio edificio dopo le abbondanti piogge dell'ultimo inverno. L'ufficio tecnico dispose subito la chiusura al transito dell'arteria per motivi di sicurezza e incaricò la polizia municipale di rendere esecutiva la decisione. Così comparvero le transenne per impedire il passaggio dei veicoli. Transenne puntualmente spostate dai residenti e dagli ambulanti di passaggio fino ad una settimana fa quando sono state fissate con del fil di ferro. Il malumore è quindi tornato a salire anche perché, fanno notare giustamente alcuni abitanti, il pericolo c'è anche per
chi passa a piedi, il problema è quindi quello di demolire al più presto quel che resta della struttura, un intervento atteso ormai da troppo tempo. Tra l'altro vi sono dei fili elettrici pendenti ad altezza d'uomo:«è una vergogna -dice una signora residente a Pisa ma di origini siciliane- vengo qua ogni anno per passare qualche settimana serenamente e mi trovo a vivere quasi isolata dal mondo. Mia figlia e mio genero per portare la spesa devono fare a piedi queste irte salite, gli ambulanti non possono passare e così dobbiamo essere noi a raggiungerli per comprare frutta e verdura. In più l'altra sera siamo rincasati verso mezzanotte e con il buio dovevamo stare attenti a non urtare i cavi dell'elettricità». Il quartiere Santa Maria chiuso al momento dall'omonima chiesa fino a piazza Dante è abitato prevalentemente da anziani, ecco perché i disagi si acuiscono: «Mi viene difficile arrivare alla fermata del bus urbano a piedi- lamenta una nonnina- inoltre una mia parente invalida è praticamente bloccata qua perché nessuno può venire a prenderla con l'auto. Non possiamo continuare così» Ma perché dopo tutti questi mesi la strada è ancora chiusa? Le risposte arrivano dall'ufficio tecnico comunale: «A febbraio -afferma il dirigente, l'architetto Contino- abbiamo inoltrato una diffida ai proprietari della casa ovvero la cooperativa "Argyrium" che nella zona sta costruendo le case albergo. Dopo averci chiesto un contributo per effettuare i lavori, da noi negato perché non vi sussistevano i presupposti- continua Contino- i proprietari ci hanno comunicato che avevano iniziato dei sondaggi per verificare la consistenza della roccia dietro la struttura, interventi in gergo chiamati "carotaggio". Da allora -conclude non abbiamo ricevuto altre notizie, per questo li solleciteremo nuovamente, anzi spero di avere presto un incontro con loro per uscire da questa empasse».
(*lc*) Luca Capuano

