26 Febbraio 2012
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Aprirà al pubblico sabato 31 marzo ore 19,00 presso la sala consigliare del Comune di Regalbuto la mostra di Arte Contemporanea “Guardare con l’anima” – opere 2005-2012 saranno esposte le opere dell'artista Maria Bellarosa
Sono circa 15 i lavori che Maria Bellarosa propone in questa sua personale, allestita nella Sala consigliare del Comune di Regalbuto. Le opere esposte, costituiscono una parte della ampia produzione di questa valente pittrice. Raccontano una parte del percorso artistico di questa artista, che spesso muovendosi, fuori dei canoni tradizionali della pittura, interpreta in modo personalissimo il quotidiano ed il vissuto che è parte di ciascuno di noi. Comunica e si interroga, Maria Bellarosa e scava profondamente nell’animo dell’interlocutore stimolandone reazioni e riflessioni senza fornire la chiave di lettura che deve, come spesso dice: …”essere propria di ciascuno di noi”.
Una mostra assolutamente da non perdere, da visitare fino a perdersi nell’immaginario cromatico e fantasioso di questa originale artista.
L’Artista , dopo una fortunata presenza a PisArt Expo 2009 – rassegna di arte contemporanea – che si tiene ogni anno a Pisa, promossa dall’Associazione IdeArtecav centro arti visive(**), il successo riportato ad Assoro, con una mostra personale promossa dal Comune, e le interessanti, personali proposte ad Agira, sua
città natale, torna ad esporre le proprie opere, a Regalbuto, nela Sala Consigliare messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale.
Andrea Lazzerini coordinatore dell'Associazione Culturale "IdeArtecav" ci invia una nota riguardante l'artista Maria Bellarosa.
Le opere di Bellarosa che lavora e vive ad Agira un paese a cui sono particolarmente affezionato, ma come del resto a tutti i paesi dell’entroterra della Provincia di Enna, allieva, di un altro grande artista e grande amico Renato Pettinato, non sono opere immediate, come del resto è facile intuire osservandole.
Quindi, serve conoscere l’artista, almeno il suo vissuto più presente.
Il suo modo di affrontare l’arte; serve una…breve ma semplice spiegazione.
Maria Bellarosa, lavora nel suo studio in Corte Sibilla, appunto ad Agira, un paese come tutti sappiamo, di grandi tradizioni storico-culturali.
Uno studio, un luogo di lavoro a cui non è facile entrare, vuoi per la riservatezza che contraddistingue questa giovane artista, vuoi per l’aspetto caratteriale tipico della popolazione di questa splendida isola, che voi ben conoscete.
Però, una volta oltrepassata la soglia, una volta introdotti con approvazione della padrona di casa, nel suo regno, tra opere da restaurare, tele e colori sparsi in ogni angolo, Maria manifesta il suo vero carattere e con dovizia di particolari e riferimenti spiega e parla della sua pittura, del suo lavoro, e ancora di più delle sue speranze e dei suoi desideri.
Si rimane stupiti ad ascoltarla, nel vedere quanta determinazione si sprigioni dalla sua persona, apparentemente fragile ed insicura.
Ecco, proprio a questo punto, come sempre accade in ogni sua mostra, la voglia di comunicare e coinvolgere con le sue opere anche lo spettatore meno attento, ( “lo spettatore addormentato”, se vogliamo parafrasare il titolo di un celebre libro di Flaiano)emerge prepotentemente e non si può fare a meno di ascoltare, di ascoltarla.
Ascoltare e guardare attentamente. Questo bisogna, e questo dobbiamo fare.
Guardare le tele, le tavole che l’artista ci propone e dalle quali la figura umana, l’uomo, i volti, l’umanità, tutti utilizzati con occasionale creatività, tentano prepotentemente di emergere dalla simbologia delle tenebre alla ricerca estrema della luce, altrettanto inequivocabilmente simbolica e mistica.
Di forte impatto cromatico, le apparizioni fantastiche, drammatiche e spesso, al limite dell’allucinazione, rimandano a pittori del passato, anche se con un gusto e una sintesi interpretativa di stampo moderno.
Nelle opere di questa artista, emerge con prepotenza la ricerca poetica, emerge la poesia, …emerge la fede, alla quale l’uomo, l’essere umano, non può e non deve rinunciare.
L’uomo contemporaneo, smarrito, grazie alla fede, grazie a quei valori perduti, narrati e simbolicamente rappresentati in molti dipinti è prepotentemente ritrovato.
Basta per questo, per comprendere questo messaggio, vedere alcune delle opere cito a memoria “11 settembre”, dedicato alla tragedia delle torri gemelle, “Uomo solo” e “Eremita” omaggio melanconico e triste alla dimensione umana, “Albero della vita”, in contrapposizione a quelli citati in precedenza, chiaro inno alla vita e alla rinascita, e ancora “Donna sopra la città” - evidente omaggio ad uno dei più grandi artisti russi, Marc Chagal, eccellente interprete dell’onirico e del fantastico,- e come non ricordare “Ultimo giorno”, “Soffio vitale”, “Volo di colomba”, chiare e marcate allegorie ad una tematica che da sempre affascina e coinvolge questa valente artista.
Ricondurre l’uomo ad una realtà dimenticata, riportarlo ad una condizione poetica permanente, fargli riscoprire la fede, è lo scopo delle opere di Maria Bellarosa, che con interpretazioni coloristiche quasi da reperto pittorico, con rapporti cromatici spesso azzardati, ci narra la crudezza ed il disfacimento di una realtà sempre più presente e sempre più attuale ma indubbiamente sempre più violenta e cattiva.
Concorrono ad esprimere questo concetto applicazioni, collage, segni grafici, partizioni cromatiche che sembrano impossessarsi del supporto, forzando le linee di contorno, mai sentite come confini ma alla stregua di strutture di raccordo tra una figura e l’altra.
Interventi e tecniche che nella narrazione che l’artista compone, non hanno valore in se come cose, ma debbono essere interpretati quali segni, proposte, mezzi necessari ad esprimere l’idea complessiva.
Ecco che allora, toni caldi e decisi, applicazioni irriverenti e provocatorie, violente ed impreviste lacerazioni, chiari-scuri estremi ed arroganti, filamenti cromatici e lunghe pennellate corpose, ci conducono all’interno di questa pittura del sentimento, dell’anima.
Di questa pittura viscerale più che intellettiva, una pittura che accetta, ma non subisce la realtà; ecco allora e solo allora, tutto questo ci conduce all’interno del mondo artistico di Maria Bellarosa.
Un mondo e un modo di esprimersi che sfugge ad ogni classificazione, avendo acquistato una inconfondibile connotazione di linguaggio strutturato, mai ripetitivo che riserva sempre continue sorprese, che indicano non esteriore voglia di consenso, ma sincero e commosso desiderio di ricerca.
Non sempre troviamo coerenza nelle sue opere, questo perché spesso ama lasciarsi trasportare dal suo istinto e profondo sentire, da una istintiva modalità cognitiva che le consente una totale libertà di pensiero e di espressione.
Alla base del suo fare troviamo una profonda esplosiva adesione alla fede, alla vita, colta e sentita nel suo dipanarsi tra contraddizioni e drammi spesso molto intimi e vicini, ma anche con aspetti lievi ed ironici e alcune volte grotteschi.
L’immaginario palcoscenico di vita, rappresentato, conduce verso una narrazione affabulatoria, con la capacità di chi sa unire ad una espressione seria, una vena di sottile ironia come a volere smontare i castelli di sabbia costruiti e distrutti dagli uomini tutti i giorni. Si avverte in Maria, una condizione espressiva piuttosto aggrovigliata, che si intende ormai radicata nella sua sfera più intima, che indica una riflessione attenta e consapevole anche se sfuggente e per certi versi enigmatica. Il pensiero - dove spesso germinano ricordi e immagini di fatti passati e liricamente accompagnati da una malinconica nostalgia, e da un reverenziale timore, - si manifesta con emblematiche quanto discutibili immagini allegoriche.
Con un linguaggio contemporaneo, che oramai gli è confacente e nel contempo identificativo, tra invenzione e realtà, richiama paesaggi e luoghi, che con simbologie coinvolgenti ed arcane sottolineano una ricerca ed una intensa vitalità creativa. In sintesi opere che si integrano e intersecano con creatività e originalità. Opere che, con forza espressiva proiettano e suggeriscono mutamenti di linguaggio pregni di poesia e speranza ma, quel che più conta, trasmettono l’emozione e la sensibilità da cui sono generate.
Mostra di Arte Contemporanea Opere di Maria Bellarosa
Titolo: "Guardare con l'anima" – opere 2005-2012
Location: Sala Consigliare Comune di Regalbuto - Enna
Organizzazione: -Comune di Regalbuto Assessorato alla Cultura e attivita' teatrali e culturali in collaborazione con: l'Associazione Culturale "IdeArtecav" centro arti visive di Pisa Coordinata da Andrea Lazzerini
Info:
-Comune di Regalbuto e-mail: urp@comune.regalbuto.en.it tel. 0935-911345
Ass. Idearte Rif. Andrea Lazzerini cell. 349/4294917 e-mail: info@ideartecav.it sito di riferimento: www.ideartecav.it
e-mail: bellarosafrancesco@hotmail.it
Durata: 31 marzo- 1 aprile 2012 compresi
Apertura mostra al pubblico e inaugurazione: sabato 31 marzoore 19,00. INGRESSO GRATUITO.
La mostra sarà inaugurata alla presenza del Sindaco Dott. Gaetano Punzi, dell'Assessore alla cultura Dott. Santo Cardaci e delle autorità cittadine.
orari: -sabato 31 marzo dalle 19,00 alle 23,00 -domenica 1 aprile dalle ore 10,00 alle ore 12,30 e dalle ore 190,00 aslle ore 23,00 per visite su appuntamento alla presenza dell'artista: cell. 331/7086814 e-mail: bellarosafrancesco@hotmail.it

