05 Gennaio 2009
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AGIRA. Macabro spettacolo al cimitero comunale: circa un mese fa sono crollati il tetto ed una parete della vecchia cappella del circolo S. Tommaso provocando la caduta di diverse bare che da allora giacciono alla rinfusa tra i massi. Alcune sono state scoperchiate dall’impatto con il suolo facendo emergere ossa e indumenti dei defunti e creando così uno scenario sconsigliabile a chi è debole di stomaco. Fino ad ora l’unico provvedimento preso è stato il transennamento della struttura. Ma il sindaco Giunta annuncia che si sta cercando di contattare i parenti dei defunti prima di procedere eventualmente con il trasferimento delle spoglie all’ossario.
Il ricordo dei cari morti, si sa, è un sentimento molto forte ma si affievolisce fino a
scomparire del tutto con il passare inesorabile degli anni, dei decenni, dei secoli. E così accade che in molti cimiteri vecchie cappelle vengano dimenticate e abbandonate al loro destino. Questo quasi sempre equivale al loro progressivo deterioramento e conseguentemente al loro crollo. Al cimitero comunale agirino di crolli in passato ne erano avvenuti diversi, in particolar modo nella zona più alta alla quale si accede tramite una lunga scalinata. Ad oltre quindici o vent’anni di distanza nulla è stato ancora fatto per risolvere il problema. Qualche salma è stata traslata ma molte giacciono ancora tra i ruderi di vecchi edifici ormai colonizzati e ulteriormente deturpati dai piccioni e colpiti dagli agenti atmosferici. E mentre nuove cappelle vengono costruite in diverse zone del cimitero, il mancato culto del ricordo ha fatto recentemente un'altra vittima: la cappelletta del circolo S.Tommaso, un sodalizio estinto da diversi decenni, è venuta giù improvvisamente circa un mese fa provocando la distruzione di buona parte dei loculi (in tutto sono una sessantina). Alcune bare sono rimaste quasi integre, altre si sono spezzate, altre semplicemente scoperchiate. L’effetto è sotto gli occhi di tutti: scene da film dell’orrore per i cittadini che hanno visto anche ossa coperte da scarpe e collant fare capolino dalle bare in legno. Eppure ancora nessuno fin’ora aveva provveduto a ridare dignità a tanti corpi ormai disfatti ma un tempo culla delle anime dei nostri antenati. Al problema del decoro si aggiunge quello della sicurezza. Nonostante la zona sia transennata, la cappella crollata, ubicata nella zona nord-ovest del camposanto, si trova a pochissima distanza da edifici ancora integri e da altri di recente costruzione. Il viavai è continuo ed i rischi sono tanti: mura pericolanti, massi instabili e assi di legno spezzate rendono i ruderi “off limits” per grandi e soprattutto piccini. «In questa prima fase stiamo cercando di coinvolgere i parenti ancora in vita per verificare la volontà di traslare le salme -dichiara il primo cittadino-successivamente ci riserviamo di intraprendere tutte le azioni di nostra competenza».

