04 Giugno 2010
Posted in
Ultime
AGIRA. «In ogni abisso c’è sempre una corda della speranza che viene da Cristo alla quale aggrapparsi. La vita si rigenera sempre e grazie al vostro gesto altri bambini potranno vivere». Così ieri pomeriggio don Silvio Rotondo ha cercato di consolare i genitori di Antonio Sanfilippo, il tredicenne morto lunedì dopo essere entrato in coma a causa di una caduta dal trattore del padre. «Antonio è al fianco di Dio – ha aggiunto il parroco dell’Abbazia- sia perché è senza peccato e si stava preparando alla cresima sia per il grande gesto d’amore grazie al quale ha dato sé stesso per gli altri». Sulla donazione degli organi del ragazzino è intervenuto anche il medico di famiglia, il dottor Mugavero: «il padre ieri mi diceva che
ha sentito qualcosa più forte di lui che lo spronava a dare il consenso. Ed io ai genitori voglio dire: non piangete, non disperatevi perché Antonio è ancora vivo». Il preside della scuola media “Diodoro Siculo” dove Antonio stava finendo il secondo anno ha invece lodato la madre del ragazzo “per la puntualità superiore alla media con cui portava il figlio a scuola ogni mattina nonostante abitasse in campagna” ed ha ricordato di essere stato professore dello zio di Antonio che circa trent’anni fa morì proprio a causa di un incidente con un trattore. La salma proveniente dall’ospedale “Cannizzaro” di Catania, era arrivata in piazza Europa intorno alle 14 accolta da una grande folla. All’interno dell’aula magna era stata posizionata la bara bianca coperta dai fiori e dalla bandiera del Milan, la squadra del cuore di un ragazzo che amava molto giocare a calcio e stare in mezzo alla natura ma sognava di diventare medico. Impazziva per il fratellino Salvatore di appena tre anni e per la sorellina Marianna di undici anni che ieri lo ha pianto a lungo abbracciando la madre. Una madre che nonostante il grande dolore ha avuto la forza di fare la scelta giusta: «All’inizio mi stavo chiudendo nel mio egoismo- ha detto quando si trovava in aula magna- ma poi ho capito che tante mamme stavano soffrendo per un bambino in lista d’attesa per un trapianto e non sarebbe stato giusto negare loro un aiuto».
(*lc*) Luca Capuano

