26 Gennaio 2009
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Agira. La decisione di un giovane consigliere d’opposizione nella «guerra» contro il sindaco Giunta
AGIRA. "Basta con la politica nei tribunali, penso sia arrivato il momento di lavorare in favore della nostra gente".
Questo l’appello di Ivano Scaminaci, il più giovane tra i consiglieri d’opposizione con i suoi 25 anni, dopo otto mesi in cui la politica agirina ha fatto parlare di sé soprattutto per le vicende legali.
Nei giorni scorsi, il sindaco agirino Gaetano Giunta, ha impugnato dinanzi alla Cassazione la sentenza della Corte d’appello di Caltanissetta, che lo ha dichiarato decaduto dalla sua carica per incompatibilità, accogliendo il ricorso dei consiglieri di minoranza.
Dopo la decisione da parte dell’organo di giustizia di secondo grado, invece, l’opposizione ha inviato agli organi competenti una richiesta di applicazione della sentenza e di valutazione della posizione del primo cittadino, constatando che l’amministrazione Giunta ha continuato ad operare, magari in seguito al provvedimento dell’assemblea regionale (venuto fuori il giorno dopo la sentenza della Corte d’appello), che ha disposto la retroattività della legge che non prevede più la costituzione di parte civile quale causa di incompatibilità.
Ivano Scaminaci ha deciso adesso però di
estraniarsi dalle vicende legali e di dedicarsi interamente alla vera politica. "Dopo il primo ricorso, non ho più sottoscritto nulla e non ho intenzione di continuare questa battaglia legale che sta solo danneggiando la nostra cittadinanza - dichiara Scaminaci - non ho condiviso l’ultima richiesta dei miei colleghi d’opposizione perché non ritengo giusto che la politica si svolga nelle aule dei tribunali e affinché venga scongiurato un eventuale commissariamento del nostro Comune".
Il consigliere della lista "Maria Greco sindaco" si rivolge poi così ad amministratori e consiglieri: "Dobbiamo armarci di responsabilità, lasciare i processi ai giudici e riprendere l’attività politica, il dialogo. Ci sono bambini che non hanno assistenza fuori dalle scuole, strade di campagna abbandonate alle avversità climatiche, operai investiti dalla crisi economica. Tutti problemi che non possono essere trascurati nell’attesa di sentenze di questo o quell’altro tribunale. Nell’ultima tornata elettorale, i numeri hanno promosso un Consiglio giovane, adesso si abbandoni il vecchio malato sistema politico e si apra la strada a nuove formule. Spero in un ritorno ai colori politici che chiarisca alleanze confuse e detti linee guida concrete".

