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AGIRA. Dallo scorso 19 luglio nell’area sottostante il castello medievale si scava per cercare i resti dell’acropoli Agyrion e della zona artigianale. La campagna “Agyrion 2010” finanziata con ventimila euro stanziati dalla fondazione “Angelo e Angela Valenti” vede impegnata l’associazione Siciliantica con la direzione scientifica della soprintendente ai beni culturali e ambientali di Enna Beatrice Basile. I volontari, provenienti da tutta l’isola oltre che da diverse zone d’Italia e persino dall’Olanda lavoreranno in turni di 15 a settimana fino al prossimo 13 agosto sotto la direzione della giovane archeologa regalbutese Ileana Contino. Lunedì scorso si è iniziato a scavare in una trincea di circa 15 metri per 25 ricavata da uno sbancamento resosi necessario per eliminare il materiale di risulta accumulatosi nel tempo e in particolare dopo la costruzione della vasca di raccolta dell’acqua situata pochi metri più in basso. «Abbiamo individuato quest’area –spiega il responsabile agirino di Siciliantica Orazio La Delfa- grazie ad una sistematica campagna geodetica realizzata dalla “Sinder- servizi integrati” che ha proceduto all’individuazione di strutture murarie a mezzo di elettro-magnetometro. La campagna ha seguito per continuità la zona già

scavata nel 2008». «Finora –afferma Ileana Contino- in questo primo fronte abbiamo trovato dei crolli misti a materiale vario, ellenistico e medievale, come resti di forme ceramiche, monete e altro materiale metallico. Gran parte delle monete sono di epoca bizantina. Vedremo se riusciremo a trovare dei vani intatti». Ieri mattina si è registrata una novità: la campagna si è infatti allargata ad un terreno privato concesso dalla famiglia Lo Faro e qui sono stati scavati quattro nuovi saggi disposti a scacchiera, di estensione pari a 4 metri per 6 ciascuno. In questa zona che si trova pochi metri più ad est della prima gli archeologi sperano di intercettare un altro lembo dell’abitato del V-IV secolo avanti Cristo possibilmente intatto visto che essendo sempre stato in mano a privati il terreno è rimasto immune all’opera dei tombaroli. «Il fatto che un privato abbia concesso spontaneamente la sua proprietà- afferma il responsabile regionale di Siciliantica Giuseppe Lo Porto- costituisce un segnale importante. Ricordo che nel 2008 c’era diffidenza perché i privati temevano espropri di terreni mentre adesso hanno capito che gli scavi sono un’opportunità per tutta la collettività agirina». Ieri mattina anche il sindaco Gaetano Giunta ha voluto seguire da vicino l’andamento degli scavi: «i risultati verranno sicuramente –ha dichiarato- noi ci siamo impegnati con la fondazione perché il commissario straordinario aveva autorizzato la campagna ma il relativo capitolo di spesa era vuoto».

(*lc*) Luca Capuano

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