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Pubblico integralmente la lettera scritta e inviataci dalla Dott.ssa Maria Vaccaro, con la quale fa luce sulla vicenda della delibera di revoca della la costituzione di parte civile nel processo nei confronti dell'attuale sinfaco Ing. Gaetano Giunta da parte del comune, allora guidato dall’architetto Rosario Sanfilippo

"Credo sia maturato il tempo perche' io intervenga sul "giallo" che mi riguarda personalmente e su cui tutte la "menti illuminate" hanno elaborato supposizioni, idee, verita':
Perche' solo ora? Perche' io credo che prima di prendere parola bisogna aspettare che la" malafede" abbia il suo naturale esaurimento. Cio' non e' successo ed allora....parliamone.
Faccio una premessa. Io credo che

ogni uomo sia il frutto dell'educazione a lui impartita, della sua esperienza di vita, della sua cultura ed infine della sua sensibilita': Io sono (e questo vale per tutta la mia vita e non solo quando devo cercare consensi) frutto di una educazione, di un percorso culturale e di esperienza di vita che hanno fatto di me una persona serena, lineare, una persona che prima di fare pensa,si informa, si confronta e poi, senza contorsionismi mentali, agisce.
Perche' dico questo?  Perche' da qualche giorno mi sto chiedendo quale possa essere stata la motivazione di opportunita' politica,di interesse personale o di interesse per l'amministrazione a cui appartengo di "OCCULTARE", come qualcuno ha denunciato, una delibera in cui tutti, nessuno escluso ( neanche gli assenti alla votazione) abbiamo creduto; sulla quale abbiamo riflettuto a lungo per convergere su un'unica decisione: REVOCARLA. E la riflessione per arrivare a questo e' stata lunga, profonda, completa e confortata da illuminati pareri, cosa che, forse, non avevano fatto coloro che questa delibera avevano "inventato" con un fine sicuramente ben preciso: distruggere l'onorabilita' di un uomo per impedirgli di presentarsi candidato alle elezioni.
Atto politico quello: beh! atto politico, "discrezionale", come direbbe il legislatore, anche il nostro. Abbiamo creduto nel nostro attuale sindaco,l'abbiamo appoggiato in campagna elettorale, abbiamo contribuito alla sua elezione: sarebbe demenziale non continuare a farlo adesso che il popolo l'ha voluto e l'ha votato con tutti i mezzi che la legge ci mette a disposizione.
Abuso di potere? E perche'? La chiamerei coerenza! E poi, di quale potere? Credo di aver detto in altre occasioni che la politica, per me, deve essere servizio e non esercizio di potere. L'unico potere che mi riconosco e' quello dell'uso della mia intelligenza che mi porta a pensare e ad agire come la mia suddetta educazione, la mia morale mi dettano: con onesta' e coerenza.
Di quale potere stiamo parlando? Di quello che a qualcuno e' venuto meno?Bisogna rassegnarsi! In democrazia esiste il riconoscimento del vincitore, cosa che non si vuole capire e che sta portando a montare insulse falsita' su falsita' per denigrare un'amministrazione pulita a cui si sta negando la possibilita' di svolgere con serenita' il proprio lavoro.
Su questa vicenda, con l'aiuto di solerti funzionari, si e' costruito un vero e proprio "GIALLO": questo e' stato il termine usato dal giornalista che mi ha raggiunto telefonicamente ed al quale ho risposto con estrema serenita' perche', sulla mia serenita' non si discute: non so su quella di coloro che passano il loro tempo a trasformare semplicissimi gesti in truffaldine azioni. Quale mente contorta porta a cio'? Di quale tipo di educazione, di cultura, di sensibilita' sono frutto queste persone? Della cultura del sospetto, della truffa,della maldicenza? NON CI STO!!
Ho esposto con chiarezza ai carabinieri che mi hanno convocata lo svolgimento dei fatti: sono certa che non ci possa essere giudice su questa terra che possa giudicare sfavorevolmente una persona che ha seguito una normalissima e semplicissima prassi; ma, nella malaugurata ipotesi che un tale giudice possa esistere, credo di non aver spalmato sulla poltrona che adesso ho l'onore di occupare nessun tipo di colla, come penso altri al posto mio avrebbero e hanno fatto.
Comunque termino: La delibera era stata messa nell'unico posto in cui poteva essere messa: un armadietto. Bastava solo che mi chiamassero e l'avrebbero saputo."

MARIA VACCARO

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