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I genitori hanno autorizzato l'espianto degli organi per salvare altre persone

Antonio Sanfilippo
Antonio Sanfilippo
Non ce l'ha fatta Antonio Sanfilippo, il ragazzo di 13 anni che venerdì sera era rimasto gravemente ferito dopo essere caduto dal trattore del padre. Antonio, che frequentava la seconda media, si è spento al reparto di rianimazione dell'ospedale Cannizzaro di Catania, dove era ricoverato in coma. I medici avevano tentato di salvargli la vita sottoponendolo a un lungo intervento neurochirurgico durato oltre 5 ore. Venerdì pomeriggio Antonio aveva voluto accompagnare in campagna il padre Gaetano, 37 anni, a eseguire alcuni lavori con il trattore. Intorno alle 18,30 il ragazzo era salito sulla scaletta del pesante mezzo agricolo condotto dal padre per fare ritorno a casa. L'incidente è avvenuto in contrada Caramitia, quando padre e figlio erano a meno di 30 metri da casa. Il padre del ragazzo aveva imboccato la strada sterrata dalla Sp 21, arteria che collega allo svincolo dell'A19. Il ragazzo ha perso l'equilibrio ed è caduto battendo violentemente il capo.
Il padre ha chiamato il 118 ma quando gli operatori sono giunti sul posto si sono resi contro della

 gravità della situazione ed hanno chiesto l'intervento dell'elisoccorso. Un'ora dopo l'incidente il piccolo Antonio era già al Cannizzaro dove i chirurghi lo hanno immediatamente operato. Quando il ragazzino è giunto al Cannizzaro era già paralizzato dal collo in giù ed in stato di coma. Antonio si è spento ieri senza avere ripreso conoscenza. Una tragedia assurda che si è abbattuta sulla famiglia Sanfilippo, piccoli imprenditori agricoli molto noti ad Agira e che ha scosso la cittadina che si è stretta al papà, alla mamma e fratelli di Antonio che era il più grande di tre figli. I genitori hanno autorizzato l'espianto degli organi che è stato eseguito da diverse équipe chirurgiche nella sala operatoria dell'ospedale Cannizzaro. I rianimatori hanno attivato le procedure per il prelievo degli organi. I chirurghi dell'ospedale "Bambin Gesù" di Roma hanno prelevato il cuore, il fegato e i reni che saranno impiantati a pazienti in lista di attesa; i polmoni sono stati inviati all'Ismett di Palermo, le cornee sono state inviate alla banca degli occhi di Palermo.
"Gli organi di Antonino potranno servire a salvare vite umane. Antonino - hanno detto i genitori - era un ragazzino vivace, allegro, generoso e come tutti i ragazzini della sua età amava giocare, studiare e aiutare anche papà in campagna. Il destino crudele ci ha privati del suo sorriso. Abbiamo creduto opportuno dare il consenso per la donazione dei suoi organi". Una tragedia che la famiglia Sanfilippo vive per la seconda volta. Circa 30 anni fa uno zio era morto schiacciato dal suo trattore.

Giulia Martorana

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