23 Novembre 2008
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AGIRA. Confrontare i metodi di insegnamento e i programmi di scuole di diversi paesi europei e favorire il confronto linguistico e culturale degli studenti dell’Unione Europea: è questo l’obbiettivo del progetto «COMENIUS» al quale ha aderito il liceo delle scienze sociali di Piazza Europa. In Svezia il dirigente dell’istituto Antonio Diblìo insieme a due insegnanti e ad un gruppo di studenti ha incontrato sei partners internazionali: oltre a quelli del paese scandinavo c’erano rappresentanti di Belgio, Germania, Finlandia, Polonia e Spagna. Con essi i docenti agirini hanno iniziato un lavoro comune che durerà due anni e si concluderà nel paese polacco. In questo arco di tempo sono previsti altri due incontri uno dei quali proprio ad Agira e un altro in Spagna a Caceres. «E’ un progetto importante sia per i docenti che possono confrontare i metodi di insegnamento –afferma Diblìo- sia per i ragazzi che possono capire qual è la vera dimensione dell’Europa. Infatti abitando a casa di famiglie svedesi hanno potuto conoscere gli usi, i costumi e le abitudini dei loro coetanei europei». I più entusiasti dell’esperienza in terra scandinava sono proprio i ragazzi: «ho avuto l’impressione di un mondo completamente diverso –afferma una studentessa di primo anno- c’era molto ordine, i ragazzi erano molto accoglienti mentre il sistema scolastico è differente in quanto lì non hanno una classe definita ma seguono diversi corsi». Ad occuparsi del progetto sono la docente di lingua inglese Cancellieri e la professoressa Gagliano, docente di lingua francese, le quali hanno già organizzato il lavoro da svolgere e preso contatti utili. «La lingua a scuola si usa in un contesto fittizio, di simulazione -afferma la Cancellieri- mentre trovandosi in un contesto multi- culturale i ragazzi hanno avuto la possibilità di praticare l’uso reale dell’inglese, la lingua principale di comunicazione del progetto. E’ stato importante però anche il contatto con le lingue di altri sei paesi». «Abbiamo sviluppato il lavoro anche in francese perché è la seconda lingua parlata nell’UE -afferma la professoressa Gagliano- grazie a questa esperienza i ragazzi hanno aperto i loro orizzonti».

