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greggeAGIRA. Il commercio del bestiame in provincia è bloccato e così ieri mattina diverse decine di agricoltori e allevatori agirini e del circondario aderenti alla CIA hanno occupato pacificamente l’aula consiliare, di concerto con l’amministrazione comunale. A convocarli è stato il presidente provinciale della confederazione Francesco Salamone, il quale durante il suo intervento è subito andato al cuore del problema sostenendo come dal 1° gennaio la regione abbia interrotto il finanziamento per i 43 veterinari contrattisti in forza all’Asp di Enna che fino ad oggi si sono occupati delle visite e delle procedute burocratiche necessarie per concedere le autorizzazioni alla vendita. «Il responsabile del servizio, il dottor Sferrazza, per ora non ha voluto affidarsi ai veterinari di ruolo avviando un braccio di ferro con l’assessore regionale D’Antrassi per ottenere dei fondi che la regione non ha alcuna intenzione di fare arrivare –ha affermato Salamone- e così il sistema è bloccato e gli animali restano dentro i capannoni con grave danno economico per gli allevatori gravati anche da un’altra difficoltà, quella di non poter produrre il formaggio nelle loro aziende a causa degli eccessivi vincoli legislativi». «E’ un fatto che accade solo da noi –ha aggiunto

l’assessore all’agricoltura e alla zootecnia di Agira Alfonso Calandra- al nord si produce in 4 metri quadrati». «Bisognerebbe puntare sui caseifici sociali come in Sardegna -ha sostenuto il presidente del consiglio Luigi Manno- qui spesso c’è come una sorta di gelosia e non si riesce ad unire le forze». Tra gli agricoltori e gli allevatori a farla da padrone sono la paura e l’indignazione: «Per i piccoli imprenditori come me –afferma Pino Scaminaci - è praticamente impossibile  produrre formaggio così siamo schiavi dei caseifici che sono tutti uniti e fissano il prezzo che vogliono.

Diverse aziende hanno già chiuso i battenti e molte altre rischiano di farlo presto». Durante la conferenza stampa il presidente Salamone ha anche denunciato la mancanza di risposte dagli enti competenti sul problema della siccità, le pessime condizioni della viabilità rurale, l’ingresso nel mercato di merci di dubbia provenienza, lo stallo sul fronte del piano di sviluppo rurale e del bando sul biologico. «A mio avviso – ha detto polemicamente- la situazione è bloccata perché senza tornate elettorali alle porte manca l’interesse clientelare e demagogico. I nostri rappresentanti politici infatti disertano sistematicamente questo tipo di incontri». Lunedì ad Enna Salamone incontrerà il dottor Sferrazza per cercare di dirimere la questione. 

(*lc*) Luca Capuano

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