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AGIRA. La sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo che ha annullato definitivamente le elezioni amministrative del 2008 ha finalmente sbloccato la situazione politica agirina ridando ai cittadini la possibilità di decidere chi dovrà guidare un comune che è commissariato ormai da quasi un anno. «E’ stato un anno caratterizzato dalla paralisi amministrativa –afferma l’ex sindaco Gaetano Giunta che a capo della lista “Sviluppo e solidarietà” aveva vinto quelle elezioni e governato per dieci mesi prima della sentenza del Tar di Catania- chi ha portato avanti questa battaglia ha arrecato un grave danno alla democrazia e alla stessa cittadinanza. La commissione circondariale – continua l’ingegnere Giunta- aveva valutato tutte le carte al momento della presentazione delle liste non riscontrando alcuna irregolarità. Intervenire successivamente è sbagliato ma la legge è questa e noi rispettiamo la sentenza. Di certo non si è rispettato il verdetto delle urne ignorando la volontà popolare». «La nostra è stata una battaglia per la

legalità che è un'altra faccia della democrazia–afferma invece l’avvocato Maria Greco che alle amministrative di due anni fa venne battuta da Giunta per poche decine di voti- alle elezioni vennero umiliati gli onesti poiché c’erano non solo vizi di forma ma anche irregolarità nell’attribuzione dei voti, nell’ammissione al voto di cittadini rumeni e di cittadini non aventi diritto i quali avevano trasferito la loro residenza in paese qualche giorno prima delle elezioni, infine il conflitto di interessi di alcuni presidenti di seggio. Adesso comunque vogliamo chiudere la stagione dei veleni –conclude Maria Greco- intendiamo creare un’ampia coalizione che possa governare stabilmente ». «Per un timbro hanno lasciato un intero paese in uno stato comatoso –afferma Luigi Manno della lista “Sviluppo e solidarietà”- la gente si ritrova le strade piene di buche e quando ha bisogno di aiuto al comune non trova nessuno. La sentenza ci delude ma andiamo avanti». «Il loro ricorso al Cga era infondato e pretestuoso –afferma Nicola Gagliardi del Pd- noi invece non potevamo accettare una vittoria raggiunta con l’imbroglio perché chi inganna danneggia la democrazia».

(*lc*) Luca Capuano

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