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Un momento della presentazione

Presentato il libro su Filippo di Agira, Santo persecutore di demoni, di Gaetano Amoruso

Sabato 8 maggio 2010, nel salone della Chiesa Reale Abbazia di Agira, è stato presentato il libro di Gaetano Amoruso dal titolo Filippo di Agira – La storia, le opere e i manoscritti sul Santo “ persecutore di demoni”. Il libro è una ricerca affascinante e appassionata sulla storia e la leggenda di San Filippo, persecutore di demoni e virtuoso dispensatore di miracoli nonché patrono della città di Agira. L’autore ha voluto indagare a fondo sulla vita di Filippo, “ l’ inviato del pontefice di Dio “, riuscendo a recuperare notizie inedite dai meandri delle biblioteche Vaticana e Vallicelliana e dalle polverose librerie antiquarie sparse per l’Europa. Ne è uscito un testo scorrevole, scritto in maniera chiara e versatile, “ colorito” da immagini realizzate da fotografi professionisti che hanno in tal modo ricordato la figura di Filippo il grande, vera ed immortale gloria di Agira. ”

Il libro, per Elga Di Mattia, autrice del prologo, “ vuole essere un modo per divulgare la storia antica di Agira, profondamente legata alla storia del suo Santo protettore”. Per il prof. Michelangelo Dotta, autore della prefazione, il volume Filippo di Agira si “rivela come autentica mappa per orientarsi all’interno di un percorso fatto di segni, riti e tradizioni che conducono il “Santo nero” sino ai nostri giorni per rivelarci un Filippo straniero in terra di Sicilia accettato, amato e poi venerato”. Gaetano Amoruso è uno studente della facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’Università Kore di Enna.

La sua passione per la scrittura nasce nel 1992 quando inizia a collaborare con i quotidiani La Sicilia, Giornale di Sicilia, Sicilia Imprenditoriale, Quotidiano di Sicilia e con il settimanale “ Visto”. Nel 2006, con il romanzo breve in senso inverso, ha partecipato al premio nazionale “ L’autore” e nel 2008 ha pubblicato un saggio dal titolo Agyrion.it, un excursus sulla storia e preistoria di Agira. Impegnato nel sociale, si è anche interessato della tutela del patrimonio storico ed artistico di Agira.

L’Editore Bonfirraro, alla presenza di un qualificato e numeroso pubblico, ha voluto ricordare che è stato Mimmo Riggio, l’autore del libro “ Niente ossia nulla “, a convincerlo della validità culturale e storica del manoscritto di Gaetano Amoruso su Filippo di Agira. Il libro, a suo dire, è bello, scorrevole con immagini fotografiche suggestive. Per don Pietro Scardilli, il libro di Gaetano Amoruso traccia il cammino di santità di San Filippo, il quale, per aver accolto la parola del Signore, divenne potente contro i demoni, ne divenne “ il persecutore”. Oggi che siamo chiamati a combattere contro il male personale, cioè il peccato, e quello sociale, cioè il degrado morale, si fanno, invece, le campagne contro l’inquinamento, il degrado ambientale. La santità, che è un dono che si riceve con il battesimo, è condurre una vita come quella vissuta da San Filippo, che ha consegnato a Gesù la sua persona, tanto da meritare la corona di gloria. Angelo Lombardo nel suo intervento ha fatto presente di essere legato all’autore da una lunga amicizia. Gaetano Amoruso, a suo dire, è una persona eclettica, con un retroterra culturale notevole, estremamente determinata ed animata da un ‘etica personale fuori del comune, che spesso gli ha procurato antipatie. Filippo di Agira è un’opera importante dal punto di vista antropologico, storico e culturale, giacché Gaetano Amoruso ha recuperato notizie inedite che danno un’idea più precisa sul Santo di Agira.

La figura del Santo è messa in risalto più come persecutore dei demoni che come culto. Il volume, che è una risorsa per Agira e per il territorio della Provincia di Enna, rappresenta il fulcro di un patrimonio di conoscenze sui luoghi, sugli inni, sui riti intorno alla figura del santo di Agira. E’ un patrimonio culturale, “ un luogo della memoria “, che caratterizza l’identità del popolo di Agira. E’ un libro fatto bene, con una bibliografia molto ampia, ricco di annotazioni storiche. A conclusione degli interventi, Gaetano Amoruso, alla domanda di Angelo Lombardo su come è nata l’idea del libro, ha così risposto: “ Il libro è nato in un contesto particolare, quasi surreale. Nato in inverno con un portatile, è proseguito in estate con un sacco a pelo, accanto ad un cane nero Labrador, ascoltando le musiche del gruppo musicale Taverna Umberto I di Piazza Armerina ”. Gaetano Amoruso ha ringraziato, alla fine, tra gli altri, Elga Di Mattia, l’autrice del prologo, il prof. Michelangelo Dotta, l’autore della prefazione, i colleghi del corso di Scienze della comunicazione multimediale dell’anno accademico 2008/2009 per aver corretto le bozze del libro, Gaetano Di Blasi e Giuseppe Chiarandà, amministratori della Stilnovo serramenti, per aver contribuito alla realizzazione del libro e l’Editore Bonfirraro “ per aver permesso ad un sogno di vedere la luce”.

Giuseppe Sammartino

Clicca per vedere la diretta trasmessa da Agira.org

 

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