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Agira.(*lc*) In un momento in cui la guerra torna a riempire le cronache dei mezzi d’informazione, va sicuramente controcorrente l’iniziativa dei campi di lavoro internazionali alla quale l’associazione di volontariato Legambiente di Agira aderisce per il quinto anno consecutivo. Negli ameni luoghi della riserva naturale orientata “Vallone Piano della Corte” dal 20 al 30 agosto prossimi si incontreranno culture diverse attraverso un esperienza comune di volontariato, strumento di abbattimento di pregiudizi e di barriere culturali e sociali. Promuovendo la condivisione della quotidianità e contribuendo a creare la cultura della pace, lavoreranno fianco a fianco 15 giovani provenienti da diverse nazioni europee ed asiatiche (Germania, Turchia, Francia, Giappone, Corea del Sud, Slovacchia, Belgio e Repubblica Ceca). Ogni campo è strutturato secondo

le esigenze del progetto e quelle locali, il lavoro può essere articolato variamente  e per un orario che spazierà dalle 4 alle 8 ore. Durante i campi sono previsti dibattiti ed approfondimenti o anche visite guidate e incontri su argomenti strettamente connessi al progetto. Presso la riserva, caratterizzata da una ricchissima flora e da una variegata fauna con specie particolarissime, si effettueranno lavori di recupero, di ripristino ambientale e momenti di studio diretti dall’ingegnere Salvatore Cartarrasa e svolti in collaborazione con l’ente gestore, il Cutgana dell’università di Catania. «Contribuire a realizzare un progetto concreto di intervento nei settori dell’ambiente, della pace, della solidarietà e della cooperazione porta un enorme soddisfazione» –dichiara il responsabile del campo. «Abbiamo volto organizzare per il quinto anno consecutivo l’iniziativa- afferma il presidente del circolo agirino di Legambiente Mariano Mazzocca- poiché lo scorso si sono raggiunti gli scopi prefissati instaurando un rapporto di amicizia con i volontari. Quest’anno- conclude- voglio ringraziare per il sostegno l’amministrazione comunale e il Centro Servizi per il Volontariato Etneo».

Luca Capuano  

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