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Dagli scavi emerge una zecca per le monete Stampa
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Il cantiere attorno al Castello ha rivelato un autentico tesoro ritenuto l'unico in Sicilia del IV sec. a. C.   
  
 

Agira.  Una campagna di scavi che ha rivelato un "autentico tesoro" e che ha permesso di riportare alla luce quella che potrebbe essere l'unica zecca risalente al IV secolo avanti Cristo scoperta in Sicilia. C'è molto entusiasmo al termine della campagna condotta da Sicilia Antica con il coordinamento della Soprintendenza di Enna e finanziata dal Comune di Agira.
«L'ipotesi che fosse stata fatta una scoperta importante - spiega la soprintendente di Enna Beatrice Basile - era emersa già nelle scorse settimane, ma adesso abbiamo avuto la conferma. Quelle emerse sono le strutture di una zecca del IV Secolo costruita sui resti più antichi dell'abitato dove venivano coniate le monete di Agyrion». Il cantiere avrebbe dovuto concludersi circa un mese fa, ma il rinvenimento di strutture datate tra il Sesto ed il Quarto secolo avanti Cristo che ha permesso di identificare per la prima volta l'insediamento abitato dell'antichissima Agyrion, aveva determinato enti ed autorità coinvolte a disporre una proroga delle attività di scavo. La campagna si

chiuderà oggi, ma in questi ultimi giorni sono state fatte scoperte di enorme importanza storica ed archeologica.
«Oltre a finanziare annualmente la campagna con la formula del cantiere organizzato da Sicilia Antica e supervisionato dalla Soprintendenza - spiega il sindaco di Agira, Gaetano Giunta - predisporremo un progetto per la realizzazione di un parco archeologico nell'area del castello dove sono avvenute le scoperte. Siamo davvero entusiasti di un risultato che premia i nostri sforzi. Adesso puntiamo a valorizzare e rendere fruibili le aree archeologiche rinvenute e valorizzare l'intera area compreso il castello».
E tanta è la soddisfazione di Giuseppe Lo Porto, presidente regionale di Sicilia Antica, associazione che ha presentato il progetto di ricerca e portato 150 volontari che hanno scavato con grande competenza e scoperto i resti della antica città. «La scoperta di mura intonacate riconducibili all'insediamento originario - spiega Lo Porto - ha fatto si che la Soprintendenza autorizzasse a proseguire fino al 12 settembre. Una proroga che ha consentito di rinvenire resti di enorme importanza».

Giulia Martorana
Tratto da "La Sicilia" del 12/09/2008