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La copertina del libro
Al circolo Argyrium di Agira, con il coordinamento del maestro Salvatore Rocca, il relatore Nino Rosalia ha presentato la nuova raccolta di poesie, in vernacolo agirino,  A Putìa, Rosaliaeditions, giugno 2010, del poeta Gaetano Capuano. Erano presenti all’evento, oltre ad un numeroso e qualificato pubblico, l’assessore alla cultura del comune di Agira, dott.ssa Maria Vaccaro, Mario Ridolfo, animatore infaticabile della famiglia agirina di Milano e direttore del periodico il Castello, i poeti Ermanno Mirabello di Palermo, Michele Sarrica di Calstelbuono, Alfonsina Campisano Cangemi di Caltagirone, Carlo Trovato di Catania, Michelangelo Grasso di Catenanuova, Nello Sciuto e Pasqualino Pappalardo da Leonforte, a testimonianza della stima e dell’affetto nei confronti dell’affermato maestro acconciatore nonché celebrato poeta dialettale. La splendida serata dedicata alla poesia è stata intervallata da 6 brani musicali scelti e magnificamente eseguiti da Michele Gagliano, alla chitarra classica, e Anna Spoto, al flauto traverso, quali: Visti ‘na crozza, la colonna sonora  di Nuovo Cinema Paradiso, E’sempre amore e Piazza Vittoria di Machado, la Tarantella siciliana della morra e, infine, Farmer’s trust di Pat Metheny.

Gaetano Capuano ha già pubblicato tre raccolte di  poesie in dialetto quali Rispicchiannu ricurdanzi del  1996,  Vientu d’autunnu del 1999 e  Assapurannu silenzi del 2007, per le quali ha ricevuto tanti premi, alcune volte è stato primo, con positive recensioni di autorevoli critici.

Dopo la presentazione ed i saluti"ile e delicato poeta agirino trapiantato a Begamo, editore dell'lessioni, ha bisogno di silenzio per far crescere i di rito da parte del presidente del circolo agirino Orazio Mauceri, il conduttore Salvatore Rocca ha innanzitutto ricordato Alberto Sardo, recentemente scomparso, nonché autore del volume di poesie Sorridere, per poi sottolineare  “ l’antica fraterna amicizia e la stima di cui egli mi onora” , e che è “ un privilegio aver condotto tutte le serate dedicate alla presentazione dei libri di Gaetano”. L’emerito maestro Rocca ha voluto coll’occasione ribadire il concetto espresso nella presentazione della raccolta Vientu d’autunnu del 1999 e precisamente: “Un libro di poesie, che per sua natura vuole arrivare alle coscienze, vuole stimolare delle riflessioni, ha bisogno di silenzio per far crescere i pensieri”.

Attraverso A putìa, come ben scrive il prof. Giuseppe Cavarra nella prefazione al libro, “ Gaetano Capuano ripercorre gli anni della sua vita a partire da quando, nella città di Agira, apprendeva alla scuola di don Fulì – cioè Filippo Russotto di Agira- i primi rudimenti del mestiere di barbiere”.

Il relatore Nino Rosalia, agirino trapiantato a Bergamo, editore della raccolta ,  “sensibile – a dire di Salvatore Rocca- e delicato poeta egli stesso” ha presentato il volume  A putìa e il poeta Gaetano Capuano nelle seguenti tematiche: Il poeta ed il lavoro; il poeta e la poesia; il poeta ed i clienti; il poeta e la cultura. Del volume A putìa,  Nino Rosalia ha sottolineato la praticità, l’appropriata combinazione dei colori, il pregevole dipinto, le 32 poesie senza titolo e data con traduzione in italiano, con riflessioni dell’autore sull’arte del barbiere e la quarta di copertina che riproduce la recensione di Michele Sarrica, una delle più autorevoli voci poetiche della Sicilia. I versi, a  suo dire, sono sciolti ed irregolari, presentano qualche assonanza, sono una serie di sequenze cinematografiche che coinvolgono in senso etico il lettore. La lettura di essi è scorrevole, piacevole. Il poeta nasce ad Agira nel 1957 e nel 1974 si trasferisce a Milano, ove esercita magistralmente l’arte del barbiere acconciatore e per diletto quella della poesia, ed è attualmente residente a Varese. Gaetano Capuano, per Nino Rosalia, ama perdutamente la sua poesia e i premi conseguiti lo stanno ampiamente a dimostrare. Dal 1980  Gaetano Capuano diventa una colonna dell’associazione agirina a Milano. Sulla tematica Il poeta ed il lavoro, cioè  dell’apprendista e del maestro, gli stessi clienti, che rappresentano il variopinto mondo della vita quotidiana che ruota attorno alla bottega, alla cosiddetta “ A putìa”, vengono lette le poesie nn. 2- 14 e 23,  quest’ultima dedicata ai due coetanei Turi Fisicaro e Turi Rubulotta. Sul tema il poeta e la poesia, che è un conforto ed un mezzo di comunicazione, con cui ritrova il buon umore con i colleghi meridionali, realizzando con essa una simbiosi che alletta i suoi lettori, i suoi clienti. Significativi i riferimenti ai poeti dialettali Ignazio Buttitta e Emilio Morina di Agira, di quest’ultimo viene ricordato il verso:  “ Chiù dugnu, chiù sugnu “ ( vedi poesia n. 31, verso 7). Vengono lette, per l’appunto, le poesie nn. 8- 10- 31.

Sul tema il poeta ed i clienti, che vengono elencati per sesso, per età, per professione, con cui l’autore ha giornalmente un contatto diretto e trattiene rapporti gioviali e rassicuranti. Vengono lette le poesie nn. 16- 25-29. Infine, sul tema del poeta e della cultura, gli usi e i costumi costituiscono la cultura di un uomo e un cenacolo d’arte e di pensiero, un’università, la sua “ putia” ( vedi poesia n. 8) . La cultura poetica di Gaetano, a dire di Nino Rosalia, è intrisa di spirito siciliano ed è anche metropolitana. Segue la lettura delle poesie nn.1- 12-30.

A chiusura della serata, un  vero cenacolo d’autentica poesia e rara musicalità, Capuano ringrazia i presenti, in particolare la dott.ssa Maria Vaccaro, Salvatore Rocca, Mario Ridolfo, i musicisti Michele Gagliano e Anna Spoto, l’editore Nino Rosalia , i poeti dianzi citati, il prof. Giuseppe  Cavarra per “ aver avallato e prefato questa silloge “, il poeta Michele Sarrica per la recensione, Claudio Breno per il dipinto, Giuseppe Mosconi per la fotografia del ritratto, Fabio Bellato per la grafica, l’ing. Roberto Oddicini per il contributo alla realizzazione dell’opera .

L’autore, infine, fa presente che ha voluto realizzare una raccolta di poesie monotematica, in quanto, come egli stesso scrive nella nota al volume “ A putìa”, la bottega in genere, rappresenta e riproduce alcuni quadretti di vita, “ tante e indelebili sono state le scene,  le comparse e gli episodi sarcastici, altresì grotteschi, della gente cui ho assistito all’epoca ed oggi all’interno d’una stanza quale è A putia “.

Giuseppe Sammartino

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