25 Agosto 2010
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AGIRA. Dopo dieci giorni di pausa è ripartita la campagna di scavi archeologici “Agyrion 2010” che ha già raggiunto l’obbiettivo di trovare i resti dell’Acropoli greca e per almeno altre due settimane si propone di approfondire il lavoro svolto finora. Lo scorso 13 agosto si era conclusa la prima fase ma nella mattinata di lunedì 23 una nuova squadra di volontari guidata come sempre dall’archeologa Ileana Contino (responsabile degli scavi sotto la direzione scientifica della soprintendente ai beni culturali Beatrice Basile) si è presentata all’interno del terreno privato concesso dalla famiglia Lo Faro per continuare il lavoro all’interno dei due saggi aperti un mese fa. Il prolungamento dell’attività si deve principalmente agli sforzi dell’associazione Siciliantica che ha gestito oculatamente le risorse stanziate dalla fondazione “Angelo Valenti” (circa 20mila euro) riuscendo ad organizzare altre due settimane di scavi. Non è escluso comunque che si arrivi ad un ulteriore prolungamento: tutto dipende dal sostegno di eventuali sponsor visto che le casse comunali non sono floride. Nel saggio superiore, quello più ampio, gli archeologi hanno individuato il
perimetro di un terzo vano di grandi dimensioni che si aggiunge ai due trovati precedentemente probabilmente destinati nel periodo classico e tardo classico (fine V e inizio IV secolo A. C.) ad attività produttive. Il lavoro di pulizia ha fatto inoltre emergere una canaletta di adduzione idrica posta sul pavimento. Nel saggio inferiore è emerso un muro divisorio appoggiato ad una parete ricavata nel banco roccioso.
Il muro delimita due ambienti che si estendono al di là dell’attuale saggio e verranno quindi approfonditi in successive campagne di scavo. Il ritrovamento di una macina in pietra lavica di età ellenistica sembrerebbe spingere gli esperti a datare la struttura nel periodo ellenistico. Le caratteristiche comuni ai due saggi sono la presenza di intonaco integro o quasi e gli ambienti sigillati dal crollo di tegole. In particolare nel saggio inferiore ne è stato trovato un grosso quantitativo. «Finora –afferma l’esperto di numismatica Orazio La Delfa- abbiamo trovato numerose monete in bronzo di età Dionigiana provenienti dalla zecca di Siracusa». Raccolti anche numerosi frammenti di vasi: «Si tratta –spiega la responsabile degli scavi Ileana Contino- di ceramica da cucina, di ceramica a vernice quasi tutta del V secolo A. C. ma abbiamo anche ritrovato una bella testina fittile del III secolo A.C». (*lc*)
Luca Capuano

