27 Luglio 2008
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Agira.(*lc*) Primi ritrovamenti di reperti nelle vicinanze del castello medievale dopo una settimana di scavi ad opera di archeologi e studenti universitari alla ricerca dell’antica Acropoli greca “Agyrion”. Non si può ancora parlare di grande scoperta ma in una piccola porzione di terreno sono state portate alla luce delle strutture murarie e in un'altra è emersa una discreta quantità di frammenti di vasi in ceramica. La zona degli scavi si trova a poche decine di metri a sud del castello in un terreno di proprietà privata. Dallo scorso 14 Maggio una squadra di venti volontari è al lavoro sotto la guida del dottor Mario Cottonaro, giovane ma stimato archeologo al quale è stato affidato il ruolo di responsabile degli scavi. A lui abbiamo chiesto
come si è arrivati all’individuazione della zona precisa dove intervenire: «Ci siamo basati su delle foto aeree e sui rilevamenti del georadar che abbiamo usato per ricostruire la stratigrafia originaria dei terreni stravolta dai lavori per le condutture idriche effettuati negli anni 70- afferma il giovane studioso- in questa zona abbiamo notato degli allineamenti e, concentrandoci su due “saggi”, abbiamo potuto constatare come in passato siano stati fatti degli scavi clandestini. Nel primo- continua Cottonaro- abbiamo trovato delle mura mentre nel secondo non c’era nulla di intero se non i cosiddetti “pesi da telaio”. Penso comunque che molti frammenti se restaurati potrebbero essere ricostruiti». Ma questi ritrovamenti rappresentano una grande scoperta? «Non abbiamo dati certi sulla cronologia dei reperti – risponde il giovane studioso- ma potrebbero rientrare nel periodo greco in quanto i materiali che abbiamo trovato risalgono al 1° secolo A.C.». I segnali sono quindi importanti e c’è ancora tempo per nuove scoperte. Per altri venti giorni infatti i giovani provenienti da diverse città siciliane, soprattutto Modica e Palermo, nonché da varie parti del nord Italia, saranno impegnati negli scavi coadiuvati dai due agirini Orazio La Delfa ed Elena Minnì e dai volontari di Legambiente che stanno provvedendo a fornire loro vitto e alloggio. L’entusiasmo tra i ragazzi è alle stelle è la voglia di imparare è tanta: «fin’ora avevo partecipato a degli scavi dell’ambito romano ed etrusco- afferma la palermitana Rossana- quest’esperienza mi servirà ad arricchire le mie conoscenze sul periodo greco». Per quattro giorni parteciperà agli scavi anche lo scrittore agirino Gaetano Amoruso che aveva parlato di Agyrion in un suo libro sulla storia e preistoria di Agira. Gli scavi sono diretti dalla soprintendenza ai beni culturali di Enna e coordinati dall’Associazione “Siciliantica”.

