16 Gennaio 2012
Posted in
Ultime
AGIRA. Sono accusati di aver causato in concorso tra loro l’interruzione di un servizio di pubblica necessità astenendosi arbitrariamente dal lavoro. A 21 operatori ecologici del cantiere agirino dipendenti dell’azienda Sicilia Ambiente qualche giorno fa è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte del pubblico ministero Fabio Scavone della procura della Repubblica presso il tribunale di Nicosia. Alcuni di loro secondo l’accusa si sono astenuti dal lavoro per alcuni giorni nel marzo 2010, altri nel dicembre dello stesso anno, altri ancora in entrambe le occasioni. A differenza di quanto deciso dal tribunale di Enna in un caso analogo che ha visto coinvolti i netturbini del capoluogo ennese il Pm nicosiano ha deciso di non formulare richiesta di archiviazione. I lavoratori agirini sono indagati per i reati previsti dagli articoli 81, 110, 112 n. 1, e 340 del codice penale ed entro pochi mesi dovrebbero ricevere l’avviso di rinvio a giudizio. La notifica è arrivata come una doccia gelata sui 21 operai che si
sentono ancora una volta vittime di un sistema gestito male dalla classe politica: «siamo scioccati da questa decisione –affermano- noi non abbiamo mai scioperato. Siamo sempre rimasti in cantiere a disposizione dell’azienda denunciando la mancanza di mezzi adeguati per svolgere il nostro servizio. Più volte –proseguono- abbiamo segnalato le pessime condizioni di lambrette e autocompattatori che peraltro negli ultimi 5 anni non sono mai stati lavati e disinfettati. Spesso in quel periodo ci mancava anche il vestiario adeguato. I politici –concludono gli operatori ecologici –hanno creato questo carrozzone e a pagare invece siamo noi che stentiamo ad arrivare a fine mese». Entro venti giorni i netturbini possono presentare documenti o rilasciare dichiarazioni a loro discolpa. A questo proposito il loro avvocato difensore, l’agirino Orazio Spalletta dichiara: «abbiamo in mano tutta la documentazione per dimostrare che i lavoratori volevano tutelare la loro salute visto che hanno anche avuto incidenti con i mezzi e si sono punti con delle siringhe. Inoltre abbiamo le prove dei loro incontri con i tecnici dell’Ato durante i quali hanno segnalato i loro disagi».
(*lc*) Luca Capuano

