06 Luglio 2008
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Elezioni comunali e provinciali 2008
N. 15 del 06 Luglio 2008
Cinque gli assessori, Maria Vaccaro vicesindaco
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La squadra governativa di Gaetano Giunta è al completo, almeno per ora. Resta l’incognita del sesto assessore. Sarà il nuovo regolamento a decidere. Comunque sia, adesso si può partire. E’ arrivato il momento di dire arrivederci (o meglio arrisentirci) alle chiacchiere, e di iniziare a lavorare per quel disgraziato, per quel bisognoso, per quel morto di fame del nostro caro paese. Il consiglio comunale si è insediato già da qualche giorno, Tutti i consiglieri, così come il sindaco, hanno giurato pubblicamente, eleggendo poi il presidente, Francesco Milazzotto, 33 anni, ed il vice presidente, Marco Capuano, 31, entrambi già consiglieri comunali.
Gli assessori, invece, sono cinque e non sei. Ma non c’è nulla di grave. Anzi, si risparmia un po’ in termini di denaro. E’ doveroso presentarveli uno per uno. Innanzitutto, il vice sindaco, nonché assessore alla solidarietà sociale, ai beni culturali, alla pubblica istruzione ed alla sanità. E’ una donna, ha ricoperto in passato il ruolo di consigliere comunale ed è originaria di Buscemi, Siracusa. Si tratta di Maria Vaccaro, 54 anni, professione farmacista. La dottoressa non sarà l’unica presenza rosa in giunta. A farle compagnia sarà una “figlia d’arte”, Serena Fiscella, 32 anni, nicosiana d’origine ma coniugata con un agirino, imprenditrice ma anche insegnante, laureata in ingegneria elettrica con specializzazione in energie alternative.
L’ingegnere si occuperà proprio di politiche comunitarie ed energetiche, ma anche di lavori pubblici, programmazione, servizi cimiteriali e patrimonio. Dopo le donne, è la volta di far conoscere gli uomini. A prendere in mano il settore che riguarda attività produttive,
artigianato, commercio e politiche dello sviluppo e del lavoro non poteva che essere Santo Trovato, 58 anni, parrucchiere, una vita nell’artigianato e in particolar modo nella Cna. Eletto per la terza volta in consiglio, è stato “promosso” in giunta per dare lustro al suo settore preferito. Abbuffata di deleghe per un altro ex consigliere comunale, Nicola Valguarnera, già al lavoro per l’estate agirina e, soprattutto, per controllare se tornano i conti. Come avrete già capito l’impiegato dell’Unikore, laureato in scienze politiche con un trascorso da amministratore condominiale, si occuperà di bilancio, sport, turismo e spettacolo, ma anche di trasparenza e comunicazione. Mansioni sicuramente alquanto impegnative. Infine, una figura completamente nuova per la politica agirina. Classe 1976 così come Valguarnera e Fiscella, Filippo Licciardo, medico veterinario dell’associazione regionale allevatori e conosciuto dagli sportivi per le sue doti pallavolistiche, sarà l’assessore all’agricoltura, alla zootecnia e alla viabilità rurale. Gli assessori son finiti, ma non le deleghe, alcune delle quali, urbanistica, viabilità, personale, politiche ambientali e affari generali, resteranno nelle mani del sindaco. Tutto come previsto, dunque. Ad ognuno è stato affidato il settore di competenza. A dire il vero, se posso permettermi, pare un’amministrazione promettente, composta da gente che non ha mai ricoperto il ruolo di assessore in passato, da gente che non ha ancora avuto una “chance” vera e propria, da persone che spesso, nel bel mezzo delle parole scambiate tra me e loro, hanno dimostrato di avere buoni propositi per la città. Certo, adesso dal pensare, dal dire, si passa al fare, all’amministrare. Ma è giusto avere fiducia. Buon lavoro amministratori.
Emanuele Parisi
Meglio di così non potevamo fare
Una volta composta la giunta, è il momento di mettersi a lavoro. A quanto pare ci sono subito diverse emergenze a cui far fronte.
Sindaco si parte con cinque assessori..
“Si, partiamo con cinque, vediamo cosa prevede lo statuto. Studiamo per bene le nuove norme, poi decideremo se nominarne un sesto”.
Come giudica questa sua nuova amministrazione?
“A me sembra davvero una bella squadra, si tratta di persone pronte, preparate, disponibili, abbiamo fatto il meglio che potevamo fare. L’assessore Valguarnera si è già messo al lavoro per l’organizzazione dell’estate, ci dispiace essere incappati in un piccolo inconveniente”.
A cosa si riferisce?
“Nel capitolo riservato all’estate abbiamo trovato solo quattromila euro. Evidentemente l’amministrazione che ci ha preceduto ha pensato di chiudere in bellezza, con l’elargizione di diversi contributi, non tenendo conto che subito dopo sarebbe dovuto iniziare il lavoro di un’altra amministrazione. Si sono quasi svuotati diversi capitoli. Penso che in tutte le spese ci si poteva mantenere in 5, al massimo 6, dodicesimi. Pazienza, vedremo di fare il nostro meglio per garantire ai cittadini intanto un’estate dignitosa”.
Quando la prima giunta?
“Lunedì pomeriggio. Delibereremo subito il finanziamento del trasporto disabili all’Oasi di Troina, affidato alle Giubbe d’Italia. Un servizio importante, scaduto il 30 giugno. Tra le prime delibere, anche l’anticipazione della mensilità di giugno e della quattordicesima agli operatori ecologici”.
A proposito, quali sono le ultime novità sui rifiuti?
“Cominciamo a schiarirci le idee, ci siamo riuniti con il dirigente dell’agenzia regionale per i rifiuti, domani mattina si riunirà una commissione tecnica per verificare se la legge consente di superare senza problemi questa fase transitoria, l’Ato è ormai da considerarsi in liquidazione. Si va verso i consorzi tra Comuni. I commissari, incaricati di sistemare la situazione economica attingendo dalle casse comunali, sono momentaneamente bloccati, per questo motivo venerdì abbiamo sospeso il consiglio comunale, che attende novità dall’assemblea dei sindaci”.
Outlet Center. I lavori sarebbero dovuti partire a luglio, le è stato comunicato qualcosa?
“Mi ha chiamato il presidente del consorzio Asi di Dittaino, Rabbito. Presto dovremo incontrarci con l’azienda che sta investendo per fare il punto della situazione”.
“Amministrazione di sinistra, vertici consiliari di destra

Beh, alla Rai si direbbe “il bello della diretta”… In politica, soprattutto in quella comunale, si può benissimo parlare de “il bello (o il brutto) della lista civica”. Guardando i componenti della nuova giunta comunale, non c’è dubbio, è facile definire il nuovo governo locale “governo di centrosinistra”. A parte Filippo Licciardo, la cui posizione politica non è pubblicamente nota perchè mai in precedenza si era schierato apertamente, tutti gli altri portano con sé un’evidente targa di sinistra. A partire dal sindaco, Gaetano Giunta, da sempre comunista, passando dal vicesindaco, Maria Vaccaro, definitasi sempre vicina alla sinistra, andando all’altra donna presente in giunta, Serena Fiscella, figlia d’arte (il papà, il preside Pino, da tempo si spende per il centrosinistra), non dimenticando il trascorso da segretario provinciale dei Comunisti Italiani di Nicola Valguarnera, finendo, non per ordine di importanza, con il socialista Santo Trovato. Insomma, nessun dubbio, l’amministrazione è tinta di rosso. L’amministrazione, ma non il consiglio comunale, che ospita, nei due ruoli di maggiore importanza, due figure da sempre vicine al centrodestra. Il presidente Francesco Milazzotto, ex Udc e Mpa, al momento indipendente ma senza rinnegare la sua attuale simpatia per il centrodestra, e Marco Capuano, ex Forza Italia e fondatore del circolo della libertà ad Agira.”.
Simpatico: giunta di sinistra, consiglio di destra. Ma non perché al governo è andato un sindaco e alla maggioranza la lista collegata ad un altro sindaco. Semplicemente per il “bello della lista civica”, per “il bello di una politica italiana che è ormai divenuta quantomeno estrosa”. Politicamente parlando, non ci sorprende più nulla. A Regalbuto è stata eletta una lista che al suo interno conteneva insieme Margherita e Forza Italia, a Gagliano correvano insieme, pensate, Rifondazione Comunista e La Destra. Non c’è dunque di che scandalizzarsi se la nostra giunta è di sinistra e i vertici del consiglio comunale sono di destra. Anche in politica, ormai, sono saltati gli schemi. Ma quantomeno, ad Agira, si è scelta la via della lista civica.
Il nuovo quadro politico non sarà sicuramente carino per gli elettori, che non riescono più ad orientarsi, che non riescono più a rispecchiarsi nelle ideologie perdute dei partiti. Certo, magari, questa maglietta double face potrebbe però tornare molto utile per un altro discorso: il dialogo con le altre istituzioni. Se dobbiamo parlare o chiedere un finanziamento ad un ente presieduto dal centrosinistra, si fa avanti il centrosinistra, se dobbiamo “disturbare” un’istituzione guidata dal centrodestra, “scomodarsi” tocca al centrodestra. La risposta, in ogni caso, potrebbe essere positiva.
Certo, in questo preciso momento, il discorso non si pone, perché tutto (Provincia, Regione, governo nazionale) è in mano al centrodestra. Ma visto che la politica traballa, mai dire mai.
Emanuele Parisi
Fascetto: "In consiglio rappresento me stesso e la lista Greco"
“L’amicizia è una cosa, la politica un’altra. Giuseppe Bertolo è un mio caro amico, ma in consiglio comunale io rappresento me stesso, la lista con cui mi sono candidato, che fa capo all’avvocato Maria Greco, e nessun altro”.
Chiaro il consigliere d’opposizione Tonino Fascetto, che vuole fare chiarezza sulla sua posizione personale dopo che il nostro giornale, nel numero precedente, aveva parlato di sette consiglieri vicini a Bertolo. “In paese circolano diverse voci poco veritiere in merito a questa vicenda, penso sia giusto chiarire” – ha concluso Fascetto.
Anche noi, a scanso di equivoci, facciamo una precisazione. Il “vicini a Bertolo” non voleva significare “legati politicamente a Bertolo”, ma semplicemente che diversi consiglieri, adesso eletti sia nell’opposizione, sia nella maggioranza, avevano dialogato con Giuseppe Bertolo e avrebbero forse potuto candidarsi insieme a lui se avesse deciso di correre per la carica di sindaco. Chiaramente, il condizionale è d’obbligo.
Emanuele Parisi
…
Emanule Parisi
Grest, arrivederci a presto

Per un paio di settimane una macchia rossa, a tratti con sfumature bianche, ha invaso il paese. Agira è stata praticamente investita da un’ondata rossa di gioia. Stavolta non stiamo però riferendoci a un rosso politico, bensì a quel rosso, macchiato di dediche, frasi e firme, delle magliette dei 120 animatori del gruppo estivo, più conosciuto come Grest. Giunto alla seconda edizione e organizzato dalla Parrocchia Abbazia, in primis dal Parroco, don Silvio Rotondo, il Grest ha coinvolto circa 500 ragazzi, di diversa età, provenienti da un po’ tutta Agira, ma anche da alcuni paesi limitrofi. Un’esperienza ben riuscita, tra balli, canti e giochi. Un’esperienza conclusasi ieri sera con lo spettacolo finale offerto al numeroso pubblico presente al Piazzale Abbazia. Dopo due settimane di musica, divertimento e immensa allegria, purtroppo si torna ora alla normalità di tutti i giorni. E nel viso dei partecipanti, ieri, iniziava a calare, in maniera evidente, un po’ di tristezza.
Bisognerebbe forse adesso trovare il modo per coinvolgere più spesso i bambini, gli adolescenti, i giovani, e perché no, anche gli adulti che vogliono spendersi, divertirsi e far divertire. Il modo, insomma, per non ridurre il Grest ad “una minuscola parentesi rosa in una valle di lacrime”.
Emanuele Parisi
Pensando un pò di Pippo Parisi
Nell'attesa, un pensierino alla famiglia
Tutte le votazioni sono finite. I vari governi si stanno assestando per tentare di fare qualcosa di buono. A noi cittadini non resta che aspettare che:
- i politici smettano di bisticciarsi;
- la benzina diminuisca;
- i disoccupati lavorino e i lavoratori non vengano sfruttati;
- la televisione possa trovare qualche buona notizia e possa smettere di considerarci deficienti trasmettendo sempre le stesse cose;
- l’economia si sistemi da sola perché “a mano nostra” non si sistema;
- non si parli più di spazzatura;
- chi tampona una macchina ferma abbia il coraggio di lasciare il recapito con tante scuse per il danno commesso.
Poi dobbiamo aspettare sempre con più pazienza che le promesse elettorali vengano mantenute; che Agipicchia possa diventare una realtà, e così via.
Nell’attesa, cosa fare? Magari provare a smontare tutte le nostre vecchie abitudini che sono diventate così come i programmi televisivi, sempre uguali.
Il tempo lo potremmo dedicare meglio alle nostre famiglie. Del resto è il territorio di nostra competenza e spetta a noi governarlo e governarlo bene. Dobbiamo dimostrare a noi stessi, che non siamo soltanto buoni per criticare, ma che siamo in grado di non litigare, di saper risolvere tutti i mille problemi che questo piccolo spazio in cui viviamo ci procura. Un diverso atteggiamento nei confronti della moglie e viceversa: aumentare le premure, i sorrisi, le carezze, gli abbracci, donare un bel fiore di campo, stare mano nella mano, ascoltare, comprendere, cucinare insieme, gratificare i figli, condividere bei momenti con gli amici, alla Messa domenicale e ascoltare quello che il nostro Padre ci dice con la sua Parola, per il nostro bene. Dobbiamo riflettere e non liberarci di questi discorsi dicendo magari: che barba!! Perché, se ci pensate bene, con gli altri discorsi, quelli che spudoratamente facciamo tutti i giorni, altro che barba, direi che esaurimento, che ulcera, che male.
Dobbiamo seriamente riconoscere che, in qualsiasi condizione ci troviamo, ricchi o poveri, sani o malati, intelligenti o ignoranti, onesti o disonesti, abbiamo sempre bisogno dell’amore. L’amore non si compra ed è gratis per tutti, ma bisogna ricercarlo, averne cura ed esercitarsi continuamente per mantenerlo vivo.
Saremo in grado di ricreare le nostre famiglie? Sarà in grado l’ing. Giunta, con la sua squadra, a ricreare Agira?
Si, se ci sarà un impegno serio, cioè disinteressato. Si, se si capirà l’importanza dell’Amore. L’unico modo per fare bene tutte le cose.
Bianco e Nero
UN GIOCO PER I LETTORI "Il tipico agirino"
Il bianco “immaginario” di oggi è un gioco con i lettori. Descriviamo il tipico agirino e spero solo che alla fine ci rifletteremo è rideremo un po’ su.
Cominciamo dal fatto che l’agirino non ti negherebbe mai il saluto, anche se hai sbagliato nei suoi confronti.
Egli è pronto a chiarire tutto direttamente e non si permetterebbe mai di sparlare di te con altre persone. E figuriamoci se coloro che hanno ascoltato lo sfogo di quest’ultimo andassero a dire le vostre cose in giro, aggiungendo magari un po’ di “pepe”, giusto per dare quel senso romanzesco e un po’ da soap opera alla storia. No, il tipico agirino questo non lo farebbe mai. Però no’diri a ‘nuddu.
Egli non si arrabbierebbe mai se per un giorno andassi a fare spese in un’attività che non sia la sua. Egli non ti sparlerebbe mai se hai preferito scegliere la qualità, la competenza o semplicemente la convenienza della concorrenza. No l’agirino non lo farebbe mai. Anzi, ti comprenderebbe. L’agirino non sà cosa significhi invidia ed elogia chi fa qualcosa di buono.
Ah, e poi un’altra cosa, quando si apre un negozio nuovo, l’agirino non andrebbe mai nelle vicinanze per prendere un locale e inaugurare lo stesso genere di attività del vicino. No, dai, siamo così pochi, “non è che ci pestiamo i piedi”…
L’agirino vuole essere originale. L’agirino sfrutta la vera ricchezza che lo circonda, gli immensi campi di grano. Eh si, l’agirino non coltiverebbe grano e non sfrutterebbe il territorio solo per la famosa “integrazione”. L’agirino non è così e io sono orgogliosa di appartenere a questo bellissimo paese.
Naturalmente avrete capito in che cosa consiste il gioco.

C’è caldo, volete sedervi e cercate disperatamente una panchina vuota, preferibilmente all’ombra. Eccola là, un po’ di riposo finalmente. Ma quando vi rialzate: sorpresa! Una “gomma”, un cicles, una chewingum. In questo momento non state pensando alla giusta definizione ma a quanto è disgustoso ritrovarsi “‘mpiccicati” quella cosa lì nei pantaloni o nelle scarpe. E chi è che ha messo una “gomma” nella panchina? E chi è che l’ha buttata a terra? Che schifo, vero? Magari siete stati proprio voi, qualche anno fa. Eh si, perchè le chewingum ci mettono un’eternità a essere assorbite dal terreno, e sembrano moltiplicarsi. Pensate, per esempio, alla piazza Garibaldi, la pavimentazione è stata fatta qualche anno fa, eppure adesso è ricoperta da una sottile patina nera. Quel tappetino nero è costituito per la maggior parte da “masticogne”. Ho chiesto a chi ricorda la piazza bianca e pulita: “com’era”? La risposta, ovviamente è stata “bella”! Ma perchè ci piace sempre rovinare tutto? A volte per pigrizia o per la mancanza di appositi cestini gettiamo la nostra “gomma” a terra, senza nemmeno accorgercene. Eppure quando la becchiamo e siamo costretti a rinunciare ai pantaloni più belli che avevamo o a camminare in modo buffo perchè restiamo appiccicati al suolo ce ne rendiamo conto. E allora, perchè non pensarci prima?
Sofia Minnì

