13 Giugno 2008
Posted in
Elezioni comunali e provinciali 2008
| Indice |
|---|
| Breviario Periodico d’informazione - Edizione Speciale Agira - Elezioni 2008 N° 12 |
| Cosa vogliamo fare dei nostri tesori? |
| Le vignette di Rock! |
| Tutte le pagine |
Cosa vogliamo fare dei nostri tesori?
Per quel poco che ho detto e che ho fatto sono stato sempre un difensore dei giovani. Parlare di questo delicato argomento è difficile, ma non si può non parlarne.
Rappresentano un grande tesoro, e come tutti i tesori, se gestito bene può fruttificare tanto, se gestito male può essere distrutto. Pertanto è importante la gestione: della famiglia, della politica, della scuola, della chiesa. I bambini prima, i ragazzi dopo, i giovani adesso, cosa c’entrano?
I nostri discorsi: bambini maleducati, ragazzi delinquenti, giovani ubriachi, drogati, senza valori…
Forse siamo responsabili noi tutti? Si siamo noi. Noi? Si. Ma cosa vogliono i giovani?
Dalla politica, non vogliono politici a vita che non danno spazio e che si accusino fra di loro; vogliono che siano competenti per gestire al meglio i vari ministeri. Ma il desiderio più grande, più grandissimo, anche se non si può dire, è quello del lavoro. Non vogliono mendicare, ma vogliono trasparenza. Tutte le assunzioni, ripetiamolo tutte, vogliono che siano fatte con criteri che danno pari possibilità. Il politico è di tutti o no? No? Malissimo. Non è educativo.
Si aspettano una scuola che li interessi, che li accompagni nella crescita, parlando della realtà che li circonda, capace di far capire quali siano le loro potenzialità, per poi spenderle nella vita. Non questa bocciatura continua fatta di due, tre e quattro con conseguente promozione. È devastante.
Dalla famiglia più che volere qualcosa hanno bisogno della linfa vitale, che è l’amore che i genitori riversano, in condizioni normali, abbondantemente. Ma oggi la famiglia sembra infettata come la politica. Gli scontri sono frequenti. I figli assistono e sono tristi, diventando scontrosi come da esempio.
La famiglia, comunque, resta il riferimento più importante per tutti. Il rifugio sicuro.
Non ci vogliono cultura o soldi perché papà e mamma si scambino le dolcezze, i bacini, e sorridano, ma la cura per mantenere vivo il rapporto iniziale. Così i figli assistono e sorridono, felici, facendo sbaciucchiare bamboline e bambolotti come da esempio.
Dalla parrocchia si aspettano l’accoglienza in un sano oratorio dove poter trascorrere le ore di tempo libero. Si aspettano le porte aperte con il semaforo sempre verde per tutti, perché tutti hanno bisogno di socializzare, di sentirsi attenzionati, importanti, di sentirsi il tesoro che sono.
I bambini, i ragazzi, i giovani (per non dire noi) hanno bisogno di giocare. Il gioco è importante, distensivo e soprattutto educativo. Ma i politici non lo capiscono, perché tutte le infrastrutture sportive, da sempre annunciate, non sono state quasi mai fatte. Le parrocchie non lo capiscono, perché quel piccolo spazio dove i ragazzi si rincorrevano seriamente dietro un pallone, richiamati da un arbitro severo, ma imparziale, resta chiuso. Ma i giovani cosa c’entrano. Cosa vogliamo fare dei nostri tesori?
Pippo Parisi

