30 Settembre 2008
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CALCIO - U.S.D. AGIRA A.S.D. NISSORIA
Millauro ha trovato un valido secondo: si tratta di Filippo Angilella giovane e vincente tecnico che arriva da Piazza Armerina portando con se in dono il meglio del vivaio della Mosaici 2001. Detto di Alfredo Prestifilippo, Angilella, che guiderà anche i juniores, loda Giacomo Santanna: «è il miglior giocatore che abbia mai allenato – dice – il più riuscito prodotto del vivaio Mosaici degli ultimi dieci anni». Ma adesso parliamo di lui: ha il patentino di allenatore di base dal 2000, ha allenato giovanissimi e poi allievi regionali con la squadra piazzese qualificandosi sempre per i play-off e portando lo scorso anno alla vittoria quest’ultima formazione.Un ottimo curriculum per un allenatore emergente che ha peraltro le idee ben chiare su come trattare i giocatori: «il rapporto che instauro con loro è sempre basato sul rispetto reciproco e sul dialogo – afferma– quando sbagliano è giusto redarguirli ma se lo fanno in buona fede vanno “assolti”». Ma cosa Angiella proprio non sopporta in un giocatore? «Sicuramente l’arroganza e il non rispetto dei ruoli d’altronde il calcio non è uno sport individuale». E a livello tecnico-tattico quali sono le sue preferenze? «I miei allenamenti sono basati molto sul possesso palla – risponde il giovane coach– a livello di moduli penso che debbano essere gli allenatori ad adattarsi ai giocatori a disposizione. Se ho i calciatori adatti i comunque preferisco il 4-4-2». Di lui abbiamo detto molto, restano da chiarire i motivi e le modalità dell’avvicinamento alla modalità dell’avvicinamento alla società agirina: «ho conosciuto Millauro la scorsa stagione perché nell’Agira giocava già mio figlio Giuseppe– chiarisce Angilella- dopo qualche amichevole è stato subito “amore a prima vista”. Abbiamo idee simili ed è facilmente riuscito a coinvolgermi nel progetto al quale lui crede molto». Il progetto comprende anche i Juniores molti dei quali faranno parte della prima squadra. Su di loro Angilella dice: «mi hanno dato buone referenze».

