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U.S.D. AGIRA A.S.D. NISSORIA ..La voce del comprensorio Pubblicazione n° 2 - 2008/2009
La voce della società: Impegno, partecipazione, soddisfazione
Stadio di Nissoria, installata la nuova tribuna
Aperte le iscrizioni per la scuola calcio dell’Usd Agira-Nissoria
I tesori di Agira vengono finalmente alla luce
Angilella trasloca lo spirito vincente dalla Mosaici all’Agira- Nissoria
Il girone: quattro formazioni partono coi favori del pronostico
Rammarico per i risultati delle prime uscite. Ma il gioco “si è visto a sprazzi in tutte le gare”.
Coppa Sicilia:la Leonfortese espugna il “La Motta”
Il figliol prodigo torna nella sua squadra del cuore
Approda in giallorosso il degno sostituto di Platanìa
“Speedy” Angelo continua a correre in casacca giallorossa
Santanna, il centrocampista goleador che si ispira a Totti
Allievi ai nastri di partenza. Buona la prima amichevole: 4-1 al Città di Enna
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 Angilella trasloca lo spirito vincente dalla Mosaici all’Agira- Nissoria

Millauro ha trovato un valido secondo: si tratta di Filippo Angilella giovane e vincente tecnico che arriva da Piazza Armerina portando con se in dono il meglio del vivaio della Mosaici 2001. Detto di Alfredo Prestifilippo, Angilella, che guiderà anche i juniores, loda Giacomo Santanna: «è il miglior giocatore che abbia mai allenato – dice –  il più riuscito prodotto del vivaio Mosaici degli ultimi dieci anni». Ma adesso parliamo di lui: ha il patentino di allenatore di base dal 2000, ha  allenato giovanissimi e poi allievi regionali con la squadra piazzese qualificandosi sempre per i play-off e portando lo scorso anno alla vittoria quest’ultima formazione.Un ottimo curriculum per un allenatore emergente che ha peraltro le idee ben chiare su come trattare i giocatori: «il rapporto che instauro con loro è sempre basato sul rispetto reciproco e sul dialogo – afferma– quando sbagliano è giusto redarguirli ma se lo fanno in buona fede vanno “assolti”». Ma cosa Angiella proprio non sopporta in un giocatore? «Sicuramente l’arroganza e il non rispetto dei ruoli d’altronde il calcio non è uno sport individuale». E a livello tecnico-tattico quali sono le sue preferenze? «I miei allenamenti sono basati molto sul possesso palla – risponde il giovane coach– a livello di moduli penso che debbano essere gli allenatori ad adattarsi ai giocatori a disposizione. Se ho i calciatori adatti i comunque preferisco il 4-4-2». Di lui abbiamo detto molto, restano da chiarire i motivi e le modalità dell’avvicinamento alla modalità dell’avvicinamento alla società agirina: «ho conosciuto Millauro la scorsa stagione  perché nell’Agira giocava già mio figlio Giuseppe– chiarisce Angilella- dopo qualche amichevole è stato subito “amore a prima vista”. Abbiamo idee simili ed è facilmente riuscito a coinvolgermi nel progetto al quale lui crede molto». Il progetto comprende anche i Juniores molti dei quali faranno parte della prima squadra. Su di loro Angilella dice: «mi hanno dato buone referenze».                                       

L.C.                           
 



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