30 Settembre 2008
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CALCIO - U.S.D. AGIRA A.S.D. NISSORIA
I tesori di Agira vengono finalmente alla luce
Finalmente!! vi chiederete perché uso questa parola. Il perché è semplice: gli importantissimi reperti trovati grazie alle prime due campagne di scavi archeologici nei pressi del castello (le strutture murarie dell’Acropoli greca Agyrion e un edificio per la lavorazione dei metalli che secondo gli esperti potrebbe essere stata un antica Zecca del IV sec A.C.) sono stati cercati con metodo e impegno (anche economico naturalmente) solo nell’anno solare 2008. Da tantissimi anni gli storici, gli archeologi e i semplici appassionati di storia e archeologia parlavano di quella zona come possibile se non certa culla di antichi insediamenti abitativi mentre individuavano altre zone del paese (l’attuale via Palazzo ad esempio) come sedi della città dei morti, la Necropoli. Ma fino ad ora erano stati pochi i sondaggi effettuati in tal senso. Importante la scoperta di Giuseppe Scibona che nel 1989 portò alla luce un sistema di canalizzazione dell’acqua e di cisterne e apprezzabile il lavoro di Luigi Bemabò Brea che in precedenza aveva effettuato diverse ricognizioni, ma ad oggi non era ancora stato ancora scandagliato sistematicamente e con un così grande spiegamento di forze (circa 150 volontari coordinati dalla soprintendenza ai beni culturali impegnati in due campagne di scavi dal 14 luglio al 13 agosto e dal 25 agosto al 12 settembre) il terreno sottostante al Castello dal quale sono emersi invece reperti di assoluto valore . Oltre a reperti murari intonacati tantissime sono le cassette di frammenti in ceramica, monete e altri reperti che saranno custoditi in vista della creazione di un museo possibilmente all’interno di Palazzo Giunta. Naturalmente il comune ha dato un contributo importante pagando vitto e alloggio dei volontari dell’associazione “Siciliantica”, i quali hanno davvero svolto un ottimo lavoro, delicato e faticoso al tempo stesso viste le alte temperature del periodo. Guidati in un primo momento da Mario Cottonaro e poi da Ileana Contino gli scavi sono proseguiti celermente sotto la supervisione della soprintendente Beatrice Basile la quale ha dichiarato: «Tutta la zona delle pendici attorno al castello è piena di reperti, continueremo a scavare già dal prossimo anno».

