30 Settembre 2008
Posted in
CALCIO - U.S.D. AGIRA A.S.D. NISSORIA
Impegno, partecipazione, soddisfazione
Tre parole, molti significati. Riescono, comunque, a rendere bene, a spiegare il senso della mission, che l’U.S.D. di Agira Nissoria si è data. Sì, non più l’Agira o il Nissoria, ma l’Unione Sportiva Dilettantistica delle comunità locali di Agira e di Nissoria. Si tratta di una svolta di non poco conto. È stata possibile perché alcune persone hanno messo in pratica il detto, tanto popolare quanto ampiamente disatteso dalle nostre parti, l’unione fa la forza. Nel nostro caso, aggregando più realtà, è possibile dare risposte qualitativamente migliori al comune bisogno di sport. Migliori, perché è stato ed è possibile mettere assieme risorse umane e strumentali sempre più scarse per essere validamente utilizzate in termini di efficienza e di efficacia. Migliori, perché si esce dalla logica miope del campanilismo, che impedisce di vedere l’altro come partner, come compagno con cui è possibile costruire insieme un progetto utile anche per il proprio campanile. Migliori, in definitiva, perché condivise. Un bilancio più che positivo per una Società in rodaggio. Che ha spinto, nondimeno, i propri dirigenti a riflettere sul senso della svolta da dare. Non soltanto in direzione dell’aggregazione di più Società Sportive. L’obiettivo cui tendiamo è di aggregarne altre. Ma anche e soprattutto sul versante della valorizzazione dei nostri ragazzi ai livelli della prima squadra. È stato, infatti, unanimemente deciso di allestire la prima squadra, impiegando in primo luogo i ragazzi delle nostre comunità, con l’integrazione di altri ragazzi del circondario, evitando di ingaggiare giocatori di altra provincia, magari con la speranza più o meno sussurrata di ottenere risultati eccellenti, se non di vincere il campionato. È questa logica che si vuole superare. Verso un’altra, che punta soprattutto a dare priorità alla Scuola di Calcio, intesa non soltanto come luogo dell’addestramento all’attività sportiva, ma soprattutto come luogo educativo, in cui i nostri ragazzi possano crescere sani sul piano psico-fisico e relazionale. Recuperando, tentando di recuperare, quindi, l’autentico significato dilettantistico dell’attività sportiva, evitando di scimmiottare il grande calcio alla ricerca continua del meglio da ingaggiare. Non è più possibile, peraltro, adottare simili comportamenti. Il tempo delle vacche grasse è finito da un bel po’. Le risorse finanziarie sono molto limitate ed è con estrema difficoltà che si possono reperire quelle strettamente necessarie per coprire i costi essenziali per rendere operativa un’attività sportiva: iscrizione al campionato, trasferte, palloni, … Tanto più quando i campionati sono diversi. Nel nostro caso, ben quattro, tre regionali a livello giovanile, oltre quello di promozione. Non è neanche pensabile offrire rimborsi spese ai giocatori, se non appena, quando è possibile, il costo del biglietto dell’autobus o, in assenza, del carburante strettamente necessario, sfruttando al massimo la capienza dei posti dell’auto. Il tutto si regge su molto volontariato. Dei dirigenti, dei tecnici, dei genitori e di tutte le persone di buona volontà disponibili a dare una mano per accompagnare i nostri ragazzi nel loro percorso di crescita. Questa pubblicazione vuole essere un’occasione non soltanto per informare. Essa vuole essere anche un modo per sollecitare all’impegno, alla partecipazione ed alla soddisfazione, che ne deriva per il solo fatto di esserci in quanto persone attive impegnate a costruire attraverso lo sport una comunità più sana e più vivibile soprattutto per i nostri ragazzi. È aperta alla collaborazione di tutti. Basta contattare qualche dirigente dell’U.S.D. o Luca Capuano, il giovane professionista che ci collabora attivamente in questo impegno giornalistico.

