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U.S.D. AGIRA A.S.D. NISSORIA ..La voce del comprensorio Pubblicazione n° 2 - 2008/2009
La voce della società: Impegno, partecipazione, soddisfazione
Stadio di Nissoria, installata la nuova tribuna
Aperte le iscrizioni per la scuola calcio dell’Usd Agira-Nissoria
I tesori di Agira vengono finalmente alla luce
Angilella trasloca lo spirito vincente dalla Mosaici all’Agira- Nissoria
Il girone: quattro formazioni partono coi favori del pronostico
Rammarico per i risultati delle prime uscite. Ma il gioco “si è visto a sprazzi in tutte le gare”.
Coppa Sicilia:la Leonfortese espugna il “La Motta”
Il figliol prodigo torna nella sua squadra del cuore
Approda in giallorosso il degno sostituto di Platanìa
“Speedy” Angelo continua a correre in casacca giallorossa
Santanna, il centrocampista goleador che si ispira a Totti
Allievi ai nastri di partenza. Buona la prima amichevole: 4-1 al Città di Enna
Tutte le pagine
 Il figliol prodigo torna nella sua squadra del cuore 

Francesco Pagano. Data di nascita: 20-05-1981; Altezza: 1.76; Peso: 81 kg; Ruolo: Trequartista- attaccante; Squadra del cuore: Agira; Giocatore preferito: Del Piero; Miglior pregio calcistico: Corsa; Peggior difetto calcistico: scarsa concretezza.
Peggior difetto calcistico: scarsa concretezza

Ha assaporato per qualche anno il grande calcio ma ha sempre mantenuto Agira nel cuore: Francesco Pagano torna nel suo paese natio per divertirsi e difendere quei colori che gli hanno permesso di spiccare il volo verso il professionismo. Dal giallorosso della vecchia U.S. Agira all’azzurro del Napoli il passo fu veramente breve per il centrocampista-attaccante cresciuto a pane e gol insieme ai cugini Garofalo con i quali condivise una delle pagine più belle della storia recente della società, forse la più bella a livello di giovanili. Le altissime prestazioni dei “tre ragazzini terribili” non passarono inosservate e Francesco ebbe la possibilità di entrare nel vivaio partenopeo passando due anni tra giovanissimi e allievi e due anni e mezzo nella Primavera. «Di quell’ambiente splendido ricordo in modo particolare il tecnico Montefusco che ha allenato la 1° squadra e Paolo Cannavaro con il quale ho fatto tutta la trafila-afferma Pagano. A fare spegnere il suo sogno diversi fattori: «i principali - dice- sono stati sicuramente gli infortuni e soprattutto la scarsa maturità, d’altronde firmare un contratto importante a soli 17 anni può disorientare. Naturalmente questo è il mio più grosso rimpianto». Raggiunto il picco massimo la sua carriera si mantenne comunque a ottimi livelli: nel 2001 passò al Grosseto, poi il ritorno nell’isola con le città marittime Milazzo e Catania (sponda Atletico). Ma con il calcio a certi livelli non si può “campare” ed ecco che Francesco dovette andare al nord (Parma e Mantova) per lavorare nell’impresa di autotrasporti del padre. Per alcuni anni l’amico pallone si è allontanato e non è stato un allontanamento scevro da sofferenza: “è stato difficile restare senza calcio” afferma adesso che una nuova attività lo riporta nella sua terra e gli regala la possibilità di indossare di nuovo quella maglia che lo ha fatto diventare grande, in tutti i sensi.           

L. C.

 



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