07 Settembre 2008
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CALCIO - U.S.D. AGIRA A.S.D. NISSORIA
Conosciamo “Gordo” ed “Enzo”,due ragazzi di grande personalità in campo e fuori.
Fabio e Vincenzo, “gemelli diversi” uniti dal sorriso.

Fabio Scardilli; Data di nascita: 18-06-1987; Altezza: 1.78; Peso: 75; Nomignolo: Gordo; Segni particolari: ---; Palmares:-- ; Squadra del cuore: Juventus; Giocatore preferito: Del Piero; Miglior pregio calcistico: Forza fisica; Peggior difetto calcistico: tecnica non eccelsa.

Vincenzo Scardilli; Data di nascita: 18-06-1987; Altezza: 1.78; Peso: 69; Nomignolo: “Enzo”; Segni particolari: --- Palmares:;Squadra del cuore: Juventus; Giocatore preferito: Zidane; Miglior pregio calcistico: tecnica; Peggior difetto calcistico: colpo di testa.
Un roccioso difensore e un centrocampista tutto tecnica: in campo non sono di certo simili ma fuori l’allegria, l’ironia e il sorriso dei gemelli Scardilli contagiano tutti facendo passare presto i momenti “neri” e ravvivando le trasferte con un “frastuono”che riempie il pullman e manda su tutte le furie gli allenatori. Fabio e Vincenzo, uniti anche dalla viscerale passione per la Juventus (l’argomento principale delle discussioni sul pulmann…) affrontano un’altra stagione con la maglia giallorossa, una maglia che sembra ormai attaccata alla loro pelle vista la lunga militanza e il forte attaccamento alla squadra che li porta ad essere dei simboli indiscussi dell’Agira. Fabio viene da una stagione che giudica “quasi sufficiente perché ho giocato poco per infortunio, ho dovuto tenere il gesso per un mese e poi ho avuto problemi al polso” e spera in un “campionato tranquillo” nel quale la squadra riesca ad esprimersi al meglio grazie ad un buon gruppo di agirini (ai quali aggiungerebbe volentieri Orazio Saraniti e Francesco Cavallaro). A livello personale fa gli scongiuri contro altri infortuni e sogna un altro gol decisivo come quello segnato l’anno scorso: «L’ho aspettato 6 anni –dice- e finalmente è arrivato, spero di ripetermi presto ma voglio solo gol che diano punti alla squadra». Comunque la sua predisposizione naturale resta quella di evitare le reti avversarie, un compito che ha svolto in tutti i ruoli della difesa: “ho giocato da terzino o centrale nella difesa a quattro e come esterno o centrale in quella a tre, l’importante è che non mi chiedano di giocare a centrocampo”. La voglia di lottare è tanta ma anche quella di migliorare: “ho solo 21 anni quindi spero di migliorare la mia tecnica e continuare e correggere il mio comportamento –dice-ho comunque già fatto dei passi avanti”. Felice per la scelta di Millauro, il tecnico che lo fece esordire perché, dice “conosce l’ambiente e sa come comportarsi” Fabio auspica un cambiamento netto rispetto all’anno scorso: “all’inizio mancava l’affiatamento e alla fine la convinzione di farcela”. Ma cosa pensa invece Vincenzo della gestione della squadra nella stagione appena trascorsa? “Secondo me all’inizio c’erano troppi giocatori e quindi troppe lamentele- dice- mentre alla fine con un gruppo più ridotto siamo riusciti ad esprimerci al meglio”. Un andamento crescente che si è registrato anche a livello personale: “sì avevo iniziato male giocando pochissimo, invece con Santagati in panchina ho avuto più spazio e ho potuto esprimere le mie potenzialità”. E quest’anno? Vincenzo vuole scendere in campo il più possibile e fare gol, un vizietto importante per uno come lui che ha un gran tiro e sa inserirsi splendidamente in zona d’attacco. Può essere un arma in più per l’Agira che per ora non ha una grande punta centrale: “Ci serve un attaccante da 15 gol –dice- ma non ho preferenze particolari”. Sul giocatore insostituibile invece non ha dubbi, il capitano Fabio Garofalo vero faro della squadra che “deve giocare sempre”. E Vincenzo sarebbe disponibile a cambiare leggermente la sua posizione in campo pur di giocare? “non ci sono problemi so adattarmi bene”.

